PRATO – “All’audizione delle commissioni giustizia e lavoro della Camera, riunite per discutere delle condizioni di lavoro nel distretto tessile di Prato, eravamo presenti solo noi come deputati del territorio. La destra pratese e toscana era assente. È una storia che si ripete: quando arriva il momento di ascoltare chi quel territorio lo conosce davvero, la destra non c’è o parla solo sui giornali”. Lo dichiarano Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale Pd, e Christian Di Sanzo, deputato e coordinatore reggente del Pd Prato.
“Chi era in aula, come il presidente della provincia Simone Calamai – dicono – ha detto una cosa semplice: sappiamo dove sta il problema. Filiere troppo lunghe, subappalti a cascata, committenti che non rispondono di quello che accade a valle. E uno Stato che vorrebbe controllare ma non ha gli uomini per farlo. Nella provincia di Prato gli organici dell’ispettorato non bastano. Servono più ispettori, più risorse per il tribunale e la procura, più personale nelle forze dell’ordine”.
“Lo stesso Calamai è stato chiaro: il commissario straordinario non è la risposta che il territorio chiede – concludono Furfaro e Di Sanzo – Quello che serve è un impegno strutturale: risorse stabili, responsabilità dei committenti lungo tutta la filiera, tracciabilità della produzione, protezione reale per i lavoratori che denunciano. Non un’emergenza da gestire: un sistema da rafforzare. Il governo, invece di pensare agli scudi penali, dovrebbe iniziare a mettere risorse su chi controlla e su chi tutela i lavoratori. Gli strumenti ci sono, la volontà pare di no”.


