PRATO – Finisce dopo cinque mesi di clandestinità la fuga del trentaseienne italo-francese accusato della violenta gambizzazione avvenuta lo scorso 18 agosto in via Ardigò, nel cuore della zona residenziale del Cantiere a Prato.
L’uomo, un soggetto con un curriculum criminale già segnato da droga e reati violenti contro il patrimonio, è stato intercettato e arrestato dagli uomini della Squadra Mobile mentre si recava con estrema disinvoltura a comprare un pacchetto di sigarette nel quartiere di Santa Lucia. Per lui si sono aperte le porte del carcere della Dogaia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della Procura pratese.
L’episodio per cui è finito in manette era stato di una violenza inaudita, consumato in pieno giorno tra le abitazioni: la vittima, un cittadino marocchino di 37 anni, era stata raggiunta da colpi di arma da fuoco alla gamba destra e colpita selvaggiamente alla testa con un corpo contundente, riportando gravi ferite a entrambe le orecchie. Sul posto, gli investigatori avevano repertato due proiettili calibro 9 e numerose tracce ematiche, elementi che hanno dato il via a una caccia all’uomo durata mesi, resa difficile dal fatto che l’aggressore si era reso immediatamente irreperibile per “far calmare le acque”, come lui stesso aveva confessato alla moglie.
A sbloccare un’indagine resa complessa dal clima di omertà e terrore è stata la determinazione della vittima. Inizialmente restio a formalizzare le accuse per paura di ritorsioni ancora più gravi – vista la spregiudicatezza mostrata dall’aggressore – il 37enne ha infine deciso di rompere il silenzio davanti ai magistrati. Sebbene il movente non sia stata ancora chiarito del tutto, gli inquirenti sono convinti che il ferimento sia maturato nell’ambito di uno scontro legato al traffico di stupefacenti e a vecchi screzi personali.
La procura ha infatti sottolineato come la collaborazione delle vittime sia rimasta il pilastro fondamentale per assicurare alla giustizia soggetti che non esitano a trasformare le strade cittadine in teatri di regolamenti di conti a colpi di pistola.


