PRATO – “Posticipare di qualche giorno l’inizio delle lezioni, recuperando successivamente le giornate, può rappresentare una soluzione tampone di fronte a temperature particolarmente elevate, ma non può essere la risposta a un problema che sta diventando strutturale”. Questa la posizione sul rientro a scuola e l’eventuale slittamento del calendario scolastico di Luigi Rocca, segretario territoriale della Uil Scuola di Prato.
“Gli studi che si occupano del cambiamento climatico dimostrano che i periodi di caldo intenso – spiega Rocca – si stanno allungando e interessano sempre più mesi nei quali le scuole sono aperte, con conseguenze sul benessere, sulla salute e sulla capacità di apprendimento degli studenti, oltre che sulle condizioni di lavoro di tutto il personale scolastico. Una situazione resa ancora più difficile nelle classi numerose, dove la presenza di molti alunni in spazi spesso non adeguati e scarsamente ventilati può accentuare gli effetti delle alte temperature. Il vero problema è l’arretratezza di una parte consistente del nostro patrimonio edilizio scolastico, progettato e costruito in condizioni climatiche molto diverse da quelle attual”i.
La Uil Scuola di Prato auspica che “la nuova giunta comunale di Prato, insieme alla Provincia, istituisca un osservatorio permanente sulla sicurezza sul lavoro nelle istituzioni scolastiche, non limitato al controllo del rischio di crolli o incendi bensì anche alla valutazione dei rischi per la salute di studenti, docenti e personale Ata di fronte a temperature sempre più estreme. Il cambiamento climatico, sottolinea Rocca, è ormai una realtà quotidiana e l’edilizia scolastica deve adeguarsi nel più breve tempo possibile. Ci appelliamo, di nuovo, a tutti i consiglieri del Comune di Prato e della Provincia affinché abbiano la lungimiranza politica di inserire nel prossimo bilancio un piano strutturale quinquennale di investimenti per l’installazione di impianti di climatizzazione in tutte le scuole pratesi”·


