PRATO – Iniziata ieri mattina (14 marzo), con due picchetti sindacali, la mobilitazione dei lavoratori del pronto moda Lara.
I picchetti si trovano in via Arcangelo Ghisleri 33 a Iolo e in via Franco Vannetti Donnini 77 a Vergaio. I lavoratori sono stati licenziati per un presunto calo di lavoro, a cui effettivamente gli operai avevano assistito negli ultimi mesi.
“La realtà però è presto svelata – questa la ricostruzione su cui si basa la protesta del sindacato Sudd Cobabs – Abbiamo documentato il fatto che da inizio anno la Lara ha aperto un nuovo magazzino in cui ha dirottato la merce prima lavorata dagli operai oggi licenziati. Un’operazione nei fatti di delocalizzazione in loco, con l’obbiettivo di sbarazzarsi dei lavoratori con i diritti e ritornare a massimizzare i profitti con nuovi schiavi. Fino alla scorsa estate infatti, gli operai ad ora senza lavoro erano impiegati senza un contratto, costretti a lavorare sette giorni la settimana dalla mattina alla sera e una miseria come paga. Oggi, con le stesse tende che una settimana fa presidiavano piazza Europa, siamo a difendere il lavoro dignitoso e regolare all’interno delle filiere dei pronto moda”
“Il nuovo magazzino di cui si serve la Lara Distribuzioni – ha ricostruito il Sudd Cobas – è intestato ad una nuova società, la Lotus Srl, iscritta ai registri solo dallo scorso dicembre e attiva da inizio febbraio. Un altro caso di società schermo, un altro tassello nell’intricato modello di impresa costruito a scatole cinesi, per evitare multe, sanzioni e oggi anche per liberarsi dei lavoratori con i diritti. È bene sottolineare che gli stessi titolari della Lara parteciparono all’assalto al presidio sindacale avvenuto lo scorso novembre alla Euroingro”.


