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Mario Adinolfi, presentazione del programma elettorale con un inatteso fuoriprogramma

Subito dopo la conferenza di presentazione il candidato sindaco si è reso protagonizta di un violento scontro con l'inviato de 'Le Iene'

PRATO – La presentazione del programma di Mario Adinolfi, candidato sindaco per il Popolo della Famiglia, che si è tenuta ieri (11 aprile=, si è conclusa con un inaspettato fuoriprogramma dai toni molto accesi.

In realtà le dichiarazioni del candidato già non lasciavano troppo spazio ai fraintendimenti, ma certamente non ci si sarebbe aspettati che proprio sul marciapiede antistante la sede della conferenza stampa, Mario Adinolfi si è reso protagonista di un violento scontro con l’inviato Filippo Roma de Le Iene di Italia 1. 

Fino a quel momento, la cronaca registrava la presentazione del programma elettorale e la scelta di Maria Boddi (malata oncologica 62enne in cura chemioterapica) come capolista.

Adinolfi aveva dichiarato: “Giani e Biffoni celebravano qualche settimana fa l’eliminazione di una malata 55enne mia coetanea che è stata soppressa con l’aiuto della sanità toscana che considera un valore impiegare un puntatore laser per far suicidare una persona sofferente. Noi contestiamo e vogliamo drasticamente fermare la politica disvaloriale e materialista del Pd, non a caso crollata a Prato nell’intreccio tra massoneria e corruzione, riportando al centro la persona e il bene comune, la cultura della vita contro la cultura della morte fisica e morale. Una donna malata e sofferente per noi è esempio e leadership, guida una lista alle elezioni non è spazzatura da far sparire sotto il tappeto”.

Adinolfi pone l’accento sul valore della famiglia e sulla tutela della vita, tra le altre cose: “La mia candidatura a sindaco di Prato è la candidatura che restituisce parola ai senza voce, ai bambini nascituri uccisi a centinata in ogni in città dall’egoismo e da un comune disinteressato a tutelare la loro vita, la famiglia nascente, il diritto alla casa, la giusta ansia di sicurezza in un contesto dove la criminalità anche organizzata è fonte di progressivo degrado. Portiamo proposte concrete come il reddito di maternità da 96mila euro per ogni donna pratese italiana senza reddito che sarà così sostenuta per i primi otto anni di vita del figlio (costo: 6 milioni di euro annui), il bonus casa da 500 euro al mese per 36 mesi per le giovani coppie stabili unite in matrimonio per sostenere la creazione di nuove famiglie italiane (costo 2 milioni di euro annui), sostegno alle procedure di remigrazione per gli immigrati che commettono reati, richiesta alla istituzioni di rafforzamento della polizia penitenziaria alla Dogaia che altrimenti rischia di essere un problema per la città, progetti di finanziamento come i 3.6 milioni di euro per il Centro di Scienze Naturali di Galceti e ciò che serve per la creazione del polo fieristico nell’area ex Banci e del Museo Francesco Nuti nel complesso di Santa Caterina. Vogliano far rinascere Prato così e per farlo occorre fermare un sistema, occorre mandare il Pd al ballottaggio a maggio e alla sconfitta a giugno. Questa è la battaglia politica a cui il Popolo della Famiglia, rivolgendo lo sguardo alla Sacra Cintola di Maria Vergine e offrendo questa lotta alla maggior gloria di Nostro Signore Gesù Cristo, chiama in primis i cattolici delle 63 parrocchie di Prato: uscite dalle catacombe e date battaglia. A noi la battaglia a Dio la vittoria”.

© Riproduzione riservata

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