Nel segno di Beethoven il nuovo cartellone della Camerata Strumentale Pratese

Presentata dalla nuova presidente Ambra Giorgi e dal direttore artistico Alberto Batisti 'al cuore ai cuori'. Primo appuntamento il 5 novembre

PRATO – Una stagione nel segno di Beethoven, ma soprattutto nel segno della musica come linguaggio universale. Si intitola Dal cuore ai cuori, il nuovo cartellone della Camerata Strumentale di Prato per il 2026-2027, presentato oggi (10 settembre) alla presenza della nuova presidente Ambra Giorgi, del direttore artistico Alberto Batisti e dei rappresentanti delle principali istituzioni del territorio.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Cristina Manetti, assessora alla cultura della Regione Toscana, Simone Calamai, presidente della Provincia di Prato, Matteo Biffoni, sindaco di Prato, Ilaria Santi, assessora alla cultura e all’istruzione del Comune di Prato, e Diana Toccafondi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

Nel suo intervento, Ambra Giorgi ha sottolineato la volontà di dare continuità al lavoro avviato da Guido Moradei, proseguendo nel percorso di apertura e diffusione della musica sul territorio. “Una particolare attenzione sarà rivolta alle nuove generazioni, con un impegno sempre maggiore nelle scuole e in tutti gli ambiti nei quali la musica possa diventare occasione di incontro, educazione e crescita. La musica deve poter raggiungere tutti – è il principio che guida la nuova presidenza – e continuare a costruire ponti, avvicinando persone e generazioni diverse. Dal cuore ai cuori vuole essere prima di tutto questo: un invito all’ascolto e alla condivisione”.

Il grande protagonista del nuovo percorso sarà Ludwig van Beethoven, del quale nel 2027 ricorreranno i duecento anni dalla morte.

“Dal cuore possa arrivare ai cuori è la dedica che Beethoven appose al manoscritto della Missa solemnis – spiega il direttore artistico della Camerata Alberto Batisti – credo che non potremmo immaginarci auspicio più bello per la nostra Stagione di concerti. La Camerata sceglie di celebrare il bicentenario attraverso quattro delle sue Sinfonie più celebri: la Terza Eroica, la Quinta, la Sesta Pastorale e la Settima. Una scelta che vuole andare oltre la semplice ricorrenza celebrativa. Beethoven non è stato solo un compositore sommo – spiega  ancora Batisti – e la sua opera non cesserà mai di nutrire la parte migliore di noi tutti”.

La stagione assume inoltre il significato di un recupero ideale delle celebrazioni per i 250 anni dalla nascita del compositore, nel 2020, travolte dalla pandemia. Dopo il recupero del 2021, il bicentenario della morte offre oggi l’occasione per tornare a Beethoven con un progetto organico e condiviso.

L’inaugurazione, giovedì 5 novembre alle 21, sarà affidata a Jonathan Webb, direttore musicale della Camerata, con il soprano Alice Rossi. In programma la Sesta Sinfonia Pastorale di Beethoven e la Terza Sinfonia di Ralph Vaughan Williams, due opere nelle quali la natura diventa luogo di contemplazione, ma anche di memoria e dolore. Il 26 novembre il podio sarà affidato al giovane direttore Henry Kennedy, al suo debutto con la Camerata, insieme alla pianista Beatrice De Maria, per un programma dedicato a Mozart e Haydn, due fondamentali punti di riferimento nella formazione di Beethoven.

Il tradizionale concerto natalizio, il 16 e 17 dicembre nella chiesa di San Francesco, vedrà protagonista Filippo Maria Bressan, con Raimondo Mazzon all’organo. Bach e Haendel saranno al centro di un programma che valorizzerà anche l’organo della chiesa, recentemente restituita alla musica dopo l’importante restauro.

L’apertura dell’anno beethoveniano, il 28 gennaio, sarà ancora affidata a Jonathan Webb. Il programma accosta Beethoven a Brett Dean, John Cage e Stravinskij, costruendo un percorso intorno a uno dei temi più drammatici della vicenda del compositore: la sordità.

L’Adagio dal Quartetto op. 59 n. 1, nell’adattamento orchestrale di Brett Dean, i Two Pastorales di John Cage (eseguiti dal pianista Beniamino Iozzelli), il Lento assai dall’ultimo Quartetto op. 135 e la monumentale Grande Fuga op. 133 conducono verso l’epifania finale di Apollon musagète di Stravinskij. Il dolore, la solitudine e la resistenza diventano così materia di una nuova forma di bellezza.

La Camerata conferma anche la propria vocazione a oltrepassare i confini del repertorio classico.

Il 22 febbraio, al Teatro Metastasio, torna la collaborazione con MetJazz con Miles Ahead, omaggio a Miles Davis affidato alla direzione e agli arrangiamenti di Duccio Bertini. A un secolo dalla nascita, la parabola di Davis viene riletta attraverso le sue numerose rivoluzioni: dal Bebop al Cool Jazz, dal jazz modale alle collaborazioni orchestrali con Gil Evans, fino alla svolta elettrica e al funk jazz.

Il 18 marzo, il violinista e direttore Hugo Ticciati, amico fraterno dell’orchestra pratese,proporrà invece la prima esecuzione italiana di Coupled Airs, Concerto per violino e orchestra del compositore svedese Albert Schnelzer, accostato alla Quinta Sinfonia di Beethoven.

Un dialogo tra contemporaneità e grande repertorio costruito intorno all’idea di energia, volontà e superamento delle avversità.

Il 15 aprile sarà protagonista Antje Weithaas, direttrice e solista al violino, con il Concerto di Čajkovskij e la Terza Sinfonia “Eroica” di Beethoven.

L’opera che segnò una svolta nella storia della musica viene riletta come celebrazione degli ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza: un messaggio che, a oltre due secoli di distanza, conserva intatta la propria forza.

A chiudere la Stagione, il 6 maggio, sarà ancora Jonathan Webb, con la Settima Sinfonia di Beethoven e la Settima di Jean Sibelius. Due opere unite da una concezione fortemente organica della forma: i quattro movimenti di Beethoven eseguiti senza soluzione di continuità, e un unico grande movimento per Sibelius.

“Il bicentenario di Beethoven diventa per Prato un’occasione concreta per portare la sua musica nelle scuole e nella città, coinvolgendo studenti, docenti e cittadini – ha infine dichiarato la Sovrintendente della Camp, Barbara Boganini – Attraverso formazione, laboratori, divulgazione e partecipazione, il progetto utilizzerà la musica come strumento di dialogo e relazione tra generazioni, esperienze e sensibilità diverse.Un percorso condiviso con Rete Toscana Classica per rafforzare la dimensione educativa e culturale delle celebrazioni e lasciare alla città strumenti e occasioni permanenti di conoscenza”.

Il percorso del Fuori Programma partirà già in ottobre. Sabato 17 ottobre, al Palazzo della Musica, è prevista un’anteprima riservata agli abbonati con il concerto dei Solisti della Camerata e l’introduzione alla Stagione affidata ad Alberto Batisti. In programma il Trio op. 61 di Heinrich von Herzogenberg.

Giovedì 22 ottobre, al Teatro Politeama Pratese, andrà invece in scena fuori abbonamento Aria. Arie barocche nell’aria, produzione realizzata in collaborazione con il Teatro Politeama Pratese. La Camerata, diretta da Simone Ori, accompagnerà NoGravity Theatre in uno spettacolo che fonde musica barocca, danza e teatro visivo, con la regia di Emiliano Pellisari.

Con Dal cuore ai cuori, la Camerata Strumentale di Prato costruisce dunque una stagione capace di tenere insieme tradizione e contemporaneità, grandi capolavori e nuove scritture, repertorio sinfonico e jazz, formazione e divulgazione.

Un viaggio musicale che ha in Beethoven il proprio centro ideale, ma che guarda oltre la celebrazione e riafferma una convinzione semplice e ambiziosa: la musica è un patrimonio di tutti, e il suo compito è continuare a parlare al cuore per arrivare ai cuori.

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Prato
nubi sparse
24.5 ° C
25.6 °
23.5 °
74%
1.8m/s
35%
Ven
25 °
Sab
28 °
Dom
29 °
Lun
30 °
Mar
31 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS