PRATO – Il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) esprime ‘massima indignazione’ e ‘piena solidarietà’ per la grave aggressione subita ieri (26 marzo) da un assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria in servizio nel carcere La Dogaia di Prato.
Secondo quanto riferito da Francesco Oliviero, segretario nazionale per la Toscana del primo Sindacato della polizia penitenziaria, l’episodio si è verificato quando un detenuto recidivo, già in passato allontanato dalla struttura pratese per aver promosso una rivolta, ha aggredito verbalmente e fisicamente l’agente che si opponeva al suo tentativo di utilizzare il telefono in modo improprio durante un video-colloquio. Il poliziotto è stato colpito con ripetuti pugni al volto e successivamente trasportato in ambulanza in ospedale, dove gli sono state riscontrate diverse lesioni con una prognosi di 12 giorni.
“È inaccettabile che i nostri operatori siano esposti a episodi di violenza sempre più frequenti e gravi”, denuncia il sindacalista del Sappe, sottolineando come la vicenda si inserisca in un contesto “già fortemente critico”.
Il sindacato richiama l’attenzione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), evidenziando le gravi condizioni dell’istituto di Prato, segnato da una significativa carenza di personale nei ruoli intermedi, in particolare sovrintendenti e ispettori, a fronte dell’assegnazione di detenuti ritenuti di difficile gestione.
Alla luce di quanto accaduto, il Sappe ritiene ‘indispensabile’ una riduzione della presenza di detenuti problematici nella struttura, al fine di ristabilire condizioni minime di sicurezza e operatività.
Il sindacato sollecita, inoltre, un intervento immediato dell’amministrazione, affinché il carcere della Dogaia possa tornare a operare in condizioni adeguate e garantire al personale lo svolgimento del servizio in sicurezza.
“Esprimo piena solidarietà e vicinanza al collega ferito, al quale auguro una pronta guarigione – dichiara Donato Capece, segretario generale del Sappe – È inaccettabile la continua e sistematica esplosione di violenza che si registra nelle carceri italiane. Siamo di fronte a un fenomeno ormai strutturale che non può più essere sottovalutato”.
I rappresentanti sindacali esprimono inoltre “profonda indignazione per il ripetersi di eventi critici all’interno degli istituti penitenziari”, sottolineando come il personale sia costretto a operare “in condizioni estreme, con organici insufficienti e senza adeguate tutele”.
Il Sappe auspica che nei confronti di chi aggredisce appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria vengano applicate “sanzioni penali e disciplinari efficaci e tempestive, tali da evitare ogni possibile emulazione e da ristabilire il principio di legalità all’interno delle strutture detentive”.


