PRATO – Il caso del lingotto d’oro sparito durante una perquisizione si arricchisce di nuovi sviluppi: otto poliziotti della squadra mobile risultano indagati, tra cui un ispettore accusato anche di peculato. L’inchiesta è partita dalla denuncia presentata dalla moglie di un cittadino cinese arrestato nei giorni scorsi in via Curtatone.
L’uomo, ritenuto dagli investigatori un presunto armiere legato alla criminalità della comunità cinese locale, era stato fermato il 21 marzo nell’ambito di un’indagine per tentato omicidio. Durante la perquisizione nella sua abitazione sarebbero state trovate armi clandestine e materiale per la modifica di pistole. Dopo l’arresto, però, la moglie ha segnalato la scomparsa di alcuni oggetti di valore, tra cui un lingotto d’oro da circa 500 grammi, stimato intorno ai 65mila euro.
Secondo quanto riferito dalla donna, il lingotto faceva parte della dote matrimoniale e riportava incisioni in lingua cinese. Nella denuncia sono stati indicati anche altri beni mancanti: una telecamera GoPro e circa 70 blister di farmaci a base di sildenafil, che si trovavano nella stanza di un altro ospite dell’abitazione.
L’indagine si concentra ora sulle modalità della perquisizione e sulla corretta redazione del verbale. Tra le ipotesi di reato contestate agli agenti figura il falso, in relazione alla presunta mancata indicazione degli oggetti che sarebbero poi risultati scomparsi. Per uno degli indagati, un ispettore, si aggiunge anche l’ipotesi di peculato.
Parallelamente, la posizione della moglie dell’arrestato resta al vaglio degli inquirenti. La donna, 23 anni, è stata a sua volta arrestata successivamente dai carabinieri dopo il ritrovamento di due ordigni artigianali, ritenuti idonei a esplodere, all’interno dell’abitazione.


