PRATO – Una caccia all’uomo internazionale si è conclusa nella tarda serata di giovedì (29 gennaio) a Pernik, in Bulgaria, dove le forze di polizia locali hanno arrestato un cittadino bulgaro del 1975, ritenuto l’autore materiale di un violento sequestro di persona a scopo di estorsione avvenuto a Prato tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre scorso.
L’arresto è il frutto di un’articolata indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze e condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Prato. L’uomo, colpito da un mandato di arresto europeo, è stato rintracciato in una delle sue abitazioni grazie alla sinergia tra l’ufficio dell’esperto per la sicurezza dell’ambasciata italiana a Sofia, la polizia nazionale e la polizia di frontiera bulgara.
La vicenda, che ha scosso la comunità cinese pratese, aveva già portato in precedenza alla custodia in carcere di due indagati di nazionalità cinese. La vittima era stata rapita il 30 novembre e tenuta prigioniera fino al 3 dicembre, data della sua liberazione.
Gli inquirenti sono riusciti a risalire al cittadino bulgaro ricostruendo minuziosamente i suoi spostamenti: l’uomo era giunto in Italia il 26 novembre, pochi giorni prima del blitz, e si era stabilito a Prato per eseguire materialmente il sequestro, lasciando il paese immediatamente dopo la conclusione dell’operazione criminale.
Il cinquantenne si trova ora nelle carceri bulgare in attesa delle procedure di estradizione che lo riporteranno in Italia per rispondere del gravissimo reato di sequestro di persona a fini estorsivi. La collaborazione tra gli uffici di collegamento a Sofia è stata definita fondamentale per individuare il sospettato, che pensava di aver trovato rifugio sicuro in patria.


