PRATO – Maxioperazione della Guardia di finanza di Prato contro la criminalità economica nel distretto tessile. I militari del Comando provinciale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di due imprenditori cinesi accusati di bancarotta fraudolenta distrattiva. Sotto la lente della procura è finita la gestione di una società a responsabilità limitata, attualmente in fase di liquidazione giudiziaria.
I due indagati, una donna di 51 anni nel ruolo di amministratore unico e un uomo di 52 anni identificato come amministratore di fatto, avrebbero sottratto al sequestro giudiziale circa diecimila capi d’abbigliamento. Si tratta di produzioni fast fashion di qualità superiore agli standard abituali del polo pratese, contraddistinte da un marchio noto sul mercato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli imprenditori avrebbero violato i sigilli dei magazzini in almeno due occasioni, l’8 e il 16 gennaio, dopo aver omesso la consegna delle scritture contabili obbligatorie.
L’obiettivo del blitz notturno era quello di sottrarre l’ingente quantitativo di merce alla massa dei creditori per “reimmettere clandestinamente la merce nel mercato” e proseguire l’attività in modo illecito. Le indagini hanno inoltre rivelato una gestione promiscua tra la società in liquidazione e un’altra ditta individuale, volta alla massimizzazione del profitto in spregio alle procedure concorsuali già in atto per precedenti reati fallimentari. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto le misure restrittive dopo l’interrogatorio dei due soggetti, confermando la necessità di arginare il pericolo di reiterazione del reato e la dispersione del patrimonio aziendale.


