PRATO – “Il distretto tessile pratese esiste da sempre. Ora serve dargli forma giuridica, forza e futuro”. È la proposta lanciata da Claudiu Stanasel, candidato sindaco della Lega, che punta a trasformare in realtà strutturata uno dei pilastri economici della città.
“L’esperienza recente alla Camera dei Deputati ci ha permesso di dimostrare che quando si lavora con serietà e visione, anche partendo da Prato si possono ottenere risultati concreti a livello nazionale. È questo il metodo che vogliamo portare anche sul territorio. Esistono già strumenti normativi chiari, a partire dalla disciplina dei distretti industriali e dalle competenze regionali in materia. Quello che è mancato finora è un percorso politico e amministrativo capace di attivarli davvero. Negli anni si sono susseguiti progetti, tavoli e iniziative importanti, ma è mancato un passaggio decisivo: costruire un soggetto unitario capace di rappresentare il distretto e dargli forza a livello istituzionale”.
La proposta prevede l’avvio immediato di un percorso condiviso con imprese, associazioni di categoria e istituzioni, con l’obiettivo di costruire un soggetto giuridico, come una fondazione di partecipazione o un modello riconosciuto a livello regionale, in grado di rappresentare il distretto e coordinarne lo sviluppo.
“Nei primi 100 giorni di mandato – dice Stanasel – avvieremo un percorso concreto per arrivare al riconoscimento formale del distretto tessile, definendo insieme agli attori del territorio una struttura giuridica chiara e operativa. Un distretto formalmente riconosciuto significa maggiore capacità di attrarre risorse, accesso a finanziamenti regionali ed europei, supporto all’innovazione e una presenza più forte sui mercati internazionali. Su questo tema Prato deve fare un salto di qualità: basta personalismi e divisioni. Il distretto tessile è patrimonio di tutta la città e deve diventare un progetto condiviso. Solo facendo squadra, istituzioni, imprese e associazioni, possiamo presentarci compatti e autorevoli a livello regionale, nazionale ed europeo. Il Comune deve fare la sua parte, costruendo il percorso e mettendo insieme il sistema produttivo. Allo stesso tempo, è evidente che il riconoscimento formale passa anche da scelte e atti di livello regionale”.
“Per troppo tempo è mancata una visione – conclue la nota – Oggi Prato è una città commissariata e paga anche questo ritardo. Il distretto tessile non può più essere solo un simbolo: deve diventare uno strumento concreto di sviluppo Prato ha tutte le carte in regola per essere protagonista. Serve una guida capace di unire la città e far valere il suo peso a ogni livello istituzionale”.


