PRATO – Il trucco del finto maresciallo non passa: anziano sventa la truffa e fa arrestare ventenne a Prato
Il copione era quello ormai tristemente noto delle truffe agli anziani, ma stavolta il finale è stato scritto dai carabinieri della stazione di Jolo e del Nucleo operativo radiomobile di Prato. Nella mattinata del 24 febbraio, un giovane cittadino tunisino di vent’anni, irregolare sul territorio, è finito in manette con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso, dopo un rocambolesco inseguimento tra le strade del capoluogo.
Tutto è iniziato con una telefonata carica di tensione ricevuta da un pensionato pratese nato nel ’49. All’altro capo del filo, un complice del giovane si era spacciato per un maresciallo dei carabinieri, raccontando una storia agghiacciante: un’auto intestata all’anziano sarebbe stata utilizzata per una violenta rapina in una gioielleria di un noto centro commerciale della zona. Per risolvere la posizione legale ed evitare guai peggiori, il finto sottufficiale chiedeva la consegna immediata di contanti e gioielli custoditi in casa a un incaricato che si sarebbe presentato di lì a poco alla porta.
Mentre il ventenne si presentava effettivamente al domicilio della vittima per riscuotere il bottino, l’anziano non si è lasciato paralizzare dalla paura. Con una lucidità ammirevole, ha utilizzato un secondo telefono cellulare per allertare i veri carabinieri, mantenendo nel frattempo impegnato il truffatore. Quando i militari sono arrivati a sirene spente presso l’abitazione, hanno sorpreso il giovane ancora all’interno del condominio.
Alla vista delle divise, il ragazzo è fuggito dando vita a un lungo e concitato inseguimento a piedi, terminato in via delle Fonti. Lì, nel disperato tentativo di far perdere le proprie tracce, il ventenne ha cercato rifugio tra i garage sotterranei di un palazzo, dove è stato però scovato e bloccato dagli operanti. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia, è stato messo a disposizione della procura di Prato. Il tribunale ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Restano ora attive le indagini per identificare il complice che, al telefono, ha orchestrato l’inganno.


