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Tutto pronto per lo Stefanino d’Oro: ecco i premiati

Cerimonia di consegna sabato (7 gennaio) in Camera di Commercio. Il trofeo realizzato da monsignor Daniele Scaccini2

PRATO – Si terrà sabato (7 febbraio) la cerimonia di consegna del Premio Santo Stefano 2025-2026. Nell’auditorium della Camera di Commercio di Prato è in programma la sedicesima edizione di quello che simpaticamente viene chiamato lo Stefanino d’oro, il riconoscimento che la città conferisce a quelle aziende del territorio capaci di avere successo nel pieno rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori.

I nomi di vincitori sono quelli annunciati dal vescovo Giovanni Nerbini nel giorno del patrono Santo Stefano, lo scorso 26 dicembre in cattedrale. Si tratta di Filati Omega di Vaiano, Luilor con sede a Montemurlo e la pratese Brachi Testing Services. Sono tre aziende del comparto tessile che rappresentano la complessità e l’eccellenza del distretto di Prato.

Il Premio Santo Stefano nacque sedici anni fa con l’obiettivo di valorizzare le tantissime aziende di successo presenti sul territorio pratese. L’iniziativa, presentata questa mattina alla stampa, è promossa congiuntamente da Diocesi, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Camera di Commercio di Pistoia e Prato, Comune di Montemurlo. Una unità di intenti che ha portato a premiare negli anni 57 aziende del distretto produttivo locale. Di queste, 38 sono del comparto tessile, mentre le altre sono impegnate in diversi settori: alimentare, edile, elettronica e hi-tech, cosmetico e meccanico.

“Ci sono arrivate una ventina di candidature e abbiamo ricevuto quasi cento segnalazioni attraverso il sito web della Diocesi di Prato – ha affermato Gabriele Bresci, segretario del comitato promotore del Premio – ogni azienda è stata oggetto di analisi, alcune le monitoriamo da anni per verificare che siano davvero delle realtà meritevoli. Possiamo confermare che i vincitori di questa sedicesima edizione sono stati scelti con criterio e con il consenso di tutto il comitato”.

La cerimonia in programma sabato prossimo è curata da Tv Prato e sarà condotta dalla giornalista Arianna Di Rubba. Partecipano i titolari e i dipendenti delle tre aziende vincitrici – il premio è assegnato all’impresa nel suo insieme – i promotori dell’iniziativa e le istituzioni cittadine.
L’ospite sarà Luigino Bruni, economista e storico del pensiero economico, noto per essere uno dei principali teorici e promotori dell’economia di comunione e dell’economia civile. L’evento sarà trasmesso da Tv Prato lo stesso giorno, sabato (7 febbraio) alle 21,05.

Hanno detto. “Il Premio Santo Stefano ha assunto ormai una sua ritualità anche se non è un semplice rituale – ha detto Diana Toccafondi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato – è una iniziativa importante perché fa scoprire, prima di tutto a noi stessi, realtà imprenditoriali di assoluta eccellenza. Quando qualcosa era fatto bene un tempo di diceva che era a regola d’arte, ecco noi premiamo tutto questo: il saper fare con la testa e con il cuore”.

Catia Baroncelli, segretario generale della Camera di Commercio di Pistoia e Prato, a nome della presidente Dalila Mazzi ha confermato il rinnovato impegno nell’organizzazione dello Stefanino d’oro, “perché crediamo nel suo messaggio positivo e nella narrazione di quello che è realmente Prato e il suo territorio ricco di creatività”. Per l’amministrazione comunale era presente la sub commissaria Renata Castrucci, che ha sottolineato “le motivazioni che hanno portato alla scelta delle tre aziende vincitrici, perché evidenziano professionalità e una efficienza produttiva che fanno onore a tutto il distretto”.

Da tre anni nel comitato promotore del Premio è entrato anche il Comune di Montemurlo, nel cui territorio sono presenti varie aziende vincitrici del Premio. Quest’anno c’è Luilor. “nche quest’anno siamo felici di premiare le aziende migliori del nostro tessuto sociale – ha detto Giuseppe Forastiero, assessore alla cultura del Comune di Montemurlo –, troppo spesso quando di parla del territorio pratese emergono i problemi e non le eccellenze che abbiamo, invece esistono realtà che sanno lavorare con qualità e nel rispetto dell’ambiente”.

La consigliera provinciale Rita Biagi ha ribadito e “l’importanza di onorare gli imprenditori, visto il per difficile periodo economico e sociale che si trovano a dover affrontare. L’imprenditore è al vertice della società, perché produce lavoro e ricchezza, e noi siamo chiamati a sostenerlo”.

Lo Stefanino d’oro 2025-2026

Un Santo Stefano del nostro tempo, realizzato con materiali comuni provenienti da macchinari dell’industria tessile. È l’idea che monsignor Daniele Scaccini – vicario generale della Diocesi di Prato e autore per la terza volta del Premio – ha voluto sviluppare per realizzare lo Stefanino d’oro numero sedici.

Monsignor Scaccini, che è anche architetto e artista, lo descrive così: “È un insieme di elementi metallici dorati giustapposti, incernierati tra loro e collegati insieme, in modo da costituire l’ossatura e lo scheletro del Santo, come a descrivere l’interazione e il collegamento che, nello spirito del premio si sostanzia nelle tre formule di assegnazione del premio stesso: scienza, coscienza, innovazione. Elementi semplici che, nel loro combinarsi e legarsi ad un territorio, attraverso le aziende, ne rappresentano l’ossatura e l’identità”.
Negli anni gli Stefanini sono stati realizzati dagli artisti Gabriella Furlani, Giuseppe Guanci e Vincenzo Gennaro.

Le tre aziende vincitrici

Brachi Testing Service srl Dal 1977,  la Brachi Testing si occupa di controllo della qualità per l’industria della moda su capi di abbigliamento, calzature, articoli in pelle, accessori e rivestimenti. Offre consulenze personalizzate in processi di sviluppo, verifica e di controllo dei prodotti, siano essi materie prime, semilavorati o prodotti finiti.
Attraverso principi di professionalità, riservatezza e affidabilità hanno saputo adottare misure di espansione dei propri servizi in gran parte del mondo e in particolare nel continente asiatico.

Luilor spa Azienda tessile che opera come produttore di tessuti per arredamento e tessuti per accessori del settore moda. Attraverso principi che coniugano tradizione, innovazione e sostenibilità ha saputo garantire un alto benessere aziendale, privilegiando investimenti nell’ecosostenibilità dei cicli produttivi a favore dell’intera collettività grazie anche alla collaborazione di professionisti e progettisti interni di altissima professionalità.

Filati Omega srl Azienda d’eccellenza nella produzione di filati cardati attiva fin dal 1962, ha saputo, nel ricambio generazionale, ideare modelli replicabili di produzione ecosostenibile, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle materie prime, creando uno sviluppo aziendale di virtuosa efficienza produttiva.

La scheda de Premio 2025-2026

“Il desiderio di rappresentare colui al quale è intitolato il premio, cioè il Protomartire Stefano, patrono della città e Diocesi di Prato, è la stata la prima ispirazione per partire nel progetto e nella ricerca degli elementi per la sua realizzazione – ha detto monsignor Daniele Scaccini –  Infatti le realizzazioni artistiche precedenti si erano concentrate su elementi simbolici riguardanti singoli elementi che richiamavano gli aspetti del lavoro e della città o del protomartire stesso, attraverso materiali o elementi simbolici. La realizzazione di un Santo Stefano che descrivesse il nostro tempo, e al tempo stesso fosse un riconoscibile Stefanino D’oro, l’ho individuato nella scelta di materiali comuni ai macchinari e alla strumentazione tecnica dell’industria. Un insieme di elementi metallici dorati giustapposti, incernierati tra loro e collegati insieme, in modo da costituire l’ossatura e lo scheletro del Santo, come a descrivere l’interazione e il collegamento che, nello spirito del premio si sostanzia nelle tre formule di assegnazione del premio stesso: scienza, coscienza, innovazione. Elementi semplici ma che nel loro combinarsi e legarsi ad un territorio, attraverso le aziende, ne rappresentano l’ossatura e l’identità”.

Questo corpo è coperto da un abito, costituito da una rete metallica che forma un manto la cui parte frontale si divide in tre lembi; appunto, scienza coscienza e innovazione, e alla cui estremità e posteriormente sono colorati di rosso (simbolo del martirio e blu, colori che simboleggiano la città e la diocesi di Prato – conclude monsignor Scaccini –  La rete è il simbolo della molteplicità degli aspetti che collegano il lavoro delle aziende del distretto ad una rete di diffusione che varca i confini della città e si espande per far conoscere la realtà dell’ingegno del comparto industriale e manifatturiero. La testa del Santo, realizzata con un elemento tessile metallico circolare porta il segno del martirio, come nella iconografia comune del Santo, con una pietra realizzata in resina, elemento che rappresenta le difficoltà del nostro tempo e al tempo stesso la sfida attraverso innovazione e creatività. Il tutto è coronato dalla palma del martirio, la quale ricollega e chiude il manufatto”.

© Riproduzione riservata

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