PRATO – I dati sulla demografia imprenditoriale al terzo trimestre 2025, elaborati dalla Camera di commercio di Pistoia-Prato, delineano uno scenario a due facce. Se da un lato l’economia delle province di Pistoia e Prato, rappresentata da 56.617 imprese attive, mostra una variazione tendenziale aggregata del +0,5%, dall’altro emerge con forza la persistente difficoltà dei settori produttivi tradizionali, in particolare della manifattura, che continua a far registrare flessioni in entrambe le province.
“Nonostante il dato complessivo dell’area risulti migliore rispetto alla media della Toscana (-0,4%) e nazionale (-0,6%), il quadro generale risente della continua contrazione della manifattura, un fenomeno che richiede un monitoraggio attento delle dinamiche produttive.” – commenta Dalila Mazzi, presidente della Camera di commercio di Pistoia-Prato – “È un segnale che non va sottovalutato: occorre continuare a sostenere le imprese che costituiscono la base produttiva del nostro territorio.”
In diminuzione la numerosità delle imprese attive, in particolare nei settori dell’industria manifatturiera, dei servizi turistici e di ristorazione, dell’agricoltura e commercio. C’è una leggera crescita nei settori dei servizi e delle costruzioni.
La base imprenditoriale complessiva delle due province è il risultato di una sostanziale stabilità in provincia di Pistoia (+0,0%) e di un incremento dell’1,0% in provincia di Prato.
A fine settembre 2025, oltre alle imprese attive, risultano iscritte al Registro delle imprese 4.571 imprese inattive e/o sospese, 2.164 società in scioglimento e/o liquidazione e 1.120 imprese sottoposte a procedura concorsuale.
Al 30 settembre 2025 nella provincia di Prato si contano 29.541 imprese attive. Il tessuto imprenditoriale mostra una crescita del +1,0%, che però nasconde forti criticità nel settore manifatturiero.
Nel comparto manifatturiero (+0,4% aggregato) la tenuta è dovuta quasi esclusivamente alla crescita delle confezioni (+2,2%). Non accennano invece ad arrestarsi le difficoltà del settore tessile (-3,8%). Si registra una contrazione anche nei comparti della pelle (-4,5%), del legno e mobile (-3,0%), della carta, cartotecnica e stampa (-2,7%) e nell’industria chimico-farmaceutica, della plastica e della gomma (-2,2%). In calo anche l’industria alimentare e delle bevande (-1,3%) e la meccanica (-1,1%).
Il commercio pratese cresce del +1,2%, grazie all’incremento degli esercizi all’ingrosso, mentre nei servizi prosegue lo sviluppo, in particolare nelle attività finanziarie e assicurative (+4,4%), nei servizi informatici e comunicazioni (+3,8%) e nei servizi avanzati alle imprese (+3,6%).
Appare stabile nel complesso il numero di imprese attive nell’agricoltura, nelle costruzioni e nei servizi turistici e di ristorazione, settore in cui crescono in modo importante le strutture ricettive diverse dagli alberghi (+15,9%).
La tenuta del tessuto imprenditoriale è riconducibile allo sviluppo delle società di capitale, mentre calano le società di persone e le altre forme.
Il saldo tra iscrizioni e cessazioni di imprese nel terzo trimestre 2025 mostra un lieve dinamismo (+104), dato dalla differenza tra le 569 iscrizioni e le 465 cessazioni.


