33.1 C
Prato
giovedì 25 Giugno 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Calcio e gravidanza: Lazio condannata a risarcire Maja Göthberg dopo il mancato rinnovo

Una sentenza del Tribunale arbitrale dello sport (Tas) ha stabilito per la prima volta che un club calcistico ha violato le norme Fifa sulla maternità. La Lazio Women del presidente Claudio Lotito dovrà risarcire la calciatrice svedese Maja Göthberg con più di 79mila dollari (circa 69mila euro) per aver interrotto le trattative di rinnovo contrattuale dopo aver appreso della sua gravidanza.

Göthberg, la maternità e il rinnovo saltato

La vicenda risale al 2024. Göthberg, allora 27enne, era stata una delle protagoniste della stagione che aveva portato la Lazio alla promozione in Serie A femminile. Le parti avevano poi trovato l’intesa su tutti i termini del rinnovo.

Quando la calciatrice comunicò spontaneamente la propria gravidanza (nessuna norma la obbligava a farlo) il club interruppe ogni contatto. Il Tas ha potuto rilevare il nesso causale grazie ai messaggi WhatsApp forniti come prova dalla stessa Göthberg, dalle quali emerge che il club fosse a conoscenza della gravidanza prima di interrompere le trattative di rinnovo.

Tas: “Violati i diritti della personalità”

La Camera di risoluzione delle controversie della Fifa aveva inizialmente dato torto a Göthberg, ritenendo che non avesse dimostrato l’esistenza di un contratto formalizzato. Il Tas di Losanna ha ribaltato quella sentenza, riconoscendo la “violazione dei diritti della personalità” e applicando interessi del 5% per gli ultimi due anni.

La Lazio Women è stata ritenuta responsabile anche di aver violato le norme sulla riservatezza, avendo divulgato la notizia della gravidanza al resto della squadra.

La portata della sentenza oltre il caso Göthberg

Secondo il sindacato mondiale delle calciatrici Fifpro, che ha pubblicato il dispositivo del provvedimento “il significato di questa sentenza va oltre il caso di Maja Göthberg e conferma che i club non possono semplicemente interrompere un rapporto di lavoro, anche se non formalizzato, una volta appresa la gravidanza di una giocatrice”, ha dichiarato Alexandra Gomez Bruinewoud, direttrice legale della Fifpro.

Fino a oggi, la tutela della maternità delle calciatrici professioniste era formalmente prevista dai regolamenti Fifa ma di fatto inapplicata quando il contratto non era ancora stato firmato. Questa sentenza stabilisce che anche le trattative in fase avanzata, purché documentabili, possono costituire un legame giuridico tutelabile, e che la comunicazione della gravidanza non può in nessun caso interrompere quel percorso.

La sentenza sconfina anche i contorni del diritto sportivo. I dati della XI edizione del report Le Equilibristedi Save the Children mostrano le difficoltà delle donne a conciliare maternità e carriera.

I percorsi di uomini e donne iniziano a divergere dopo la nascita del primo figlio. Se ci sono minori nel nucleo familiare, l’occupazione dei papà sale quasi di 15 punti percentuali, mentre quella delle madri cala costantemente all’aumentare del numero dei figli, scivolando fino al 58,8% per chi ne ha due o più. Inoltre, le madri sono spesso spinte verso il part-time, che riguarda il 32,6% delle occupate (di cui l’11,7% in modo involontario), a fronte del 3,5% tra i padri.

Secondo i dati di Save the Children, la “child penalty” sottrae il 33% del futuro professionale delle donne che diventano madri.

Per approfondire: Madri a perdere: è la child penalty, bellezza!

La risposta della Lazio

La Lazio ha risposto con un comunicato ufficiale in cui ha contestualizzato la vicenda: “Pur rispettando integralmente il pronunciamento arbitrale, la Società ritiene opportuno evidenziare alcuni aspetti della decisione che confermano la particolarità e la complessità della vicenda. Il Collegio Arbitrale ha infatti riconosciuto la natura eccezionale del caso, caratterizzato da una serie di circostanze oggettive che lo distinguono dalle ordinarie controversie in materia contrattuale. Tra queste, il fatto che la calciatrice abbia comunicato la propria gravidanza prima dell’inizio della stagione sportiva, prima dell’arrivo presso il Club e prima della sottoscrizione formale del contratto. […] il Tas non ha applicato le ulteriori sanzioni previste dal Regolamento Fifa per i casi di risoluzione del rapporto legati alla maternità, riconoscendo l’assenza di mala fede da parte della S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. e rilevando come il Club abbia operato sulla base di una valutazione giuridica poi ritenuta non corretta dal Collegio Arbitrale. […] è significativo rilevare che la S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. non abbia mai ricevuto una comunicazione diretta da parte della calciatrice, né una richiesta di chiarimento circa la prosecuzione del rapporto, né la restituzione del contratto firmato dopo la trasmissione della documentazione predisposta dal Club”. I rapporti, spiega la Lazio, sono sempre stati gestiti dall’agente della calciatrice svedese.

La società ha poi ribadito “il proprio impegno a favore della tutela delle atlete e dei principi di inclusione, rispetto e pari opportunità”

Il caso Göthberg porta alla luce una contraddizione strutturale che riguarda il lavoro femminile ben al di là del calcio: la maternità come elemento che altera, nei fatti, le condizioni di una negoziazione. Nel contesto sportivo, dove i contratti vengono spesso definiti verbalmente o via messaggistica prima della firma formale, la tutela legale delle atlete restava affidata all’interpretazione.

Questa sentenza introduce un precedente che potrebbe cambiare le pratiche contrattuali nei club, imponendo maggiore trasparenza e formalizzazione nelle fasi di trattativa, soprattutto in presenza di condizioni di salute rilevanti come la gravidanza.

Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Prato
poche nuvole
33.1 ° C
33.4 °
32 °
49 %
1.3kmh
17 %
Gio
35 °
Ven
38 °
Sab
40 °
Dom
39 °
Lun
38 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS