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sabato 4 Luglio 2026
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Ben 108 aziende del distretto pratese alla tre giorni di Milano Unica

Appuntamento dal 7 luglio. Il presidente del Sistema Moda di Confindustria: "Giusto individuare strade da percorrere per sostenere il settore"

PRATO – La tre giorni di Milano Unica parte quest’anno il 7 luglio; è la 43a edizione della fiera milanese, la più importante per le aziende tessili pratesi, dedicata alle collezioni autunno/inverno 2027/2028. Le aziende partecipanti che hanno sede nel distretto pratese saranno 108, alcune anche con più brand.

Le difficoltà del settore moda impattano inevitabilmente sulle imprese tessili pratesi, che comunque dimostrano una tenuta significativa: dai dati del Centro studi di Confindustria Toscana Nord emerge che la media della produzione di tessuti 2025 è stata del +1,8% più elevata rispetto al 2024, anno tuttavia molto critico che si era chiuso con un calo del -5,8% sull’anno precedente.

Le aziende pratesi produttrici di tessuti sono 225 con 4500 addetti diretti; le ultime stime indicano per queste aziende più di 1,65 miliardi di euro di fatturato. La percentuale di tessuti destinati all’abbigliamento sul totale della produzione si stima possa attestarsi al 70%.

“Pur in questi momenti così complicati la voglia e la capacità di operare in questo settore è rimasta viva e se ne vedono gli effetti – commenta Francesco Marini, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord -. Questo non basta, evidentemente, se le condizioni di contesto sono troppo ostili; anche per questo è prezioso il ruolo di soggetti come la nostra associazione, impegnata assieme al sistema Confindustria e ad altre categorie nel sostenere gli interessi del tessile nei confronti delle autorità europee e nazionali. Condivido le posizioni espresse dal presidente di Confindustria Moda Sburlati nella recentissima assemblea dell’associazione: giusto lanciare allarmi su una possibile ulteriore contrazione del settore moda, prospettiva nefasta per tutto il made in Italy, e altrettanto giusto individuare strade da percorrere per sostenerlo, dall’innovazione al lavoro sul capitale umano, dallo sviluppo del tessile tecnico alla promozione di politiche europee orientate alla reciprocità delle regole e al contrasto alla concorrenza sleale. Ma al primo punto il presidente Sburlati ha correttamente citato la tutela della filiera produttiva: questione dirimente dal punto di vista economico e sociale. Una filiera integra è indispensabile per riuscire a intercettare una tendenza di cui si colgono segnali incoraggianti: una nuova sensibilità e attenzione per prodotti tessili di qualità. Qualità nell’accezione più ampia del termine: materiali impiegati, rispetto della sostenibilità ambientale e sociale, valore intrinseco e accuratezza di lavorazione di filati, tessuti e capi finiti. Su questo piano il tessile di Prato rimane forte, un vero caposaldo del made in Italy. Tutelare tutto questo è essenziale.

Aggiunge il presidente di Pratotrade Alberto Pestelli: “Milano Unica è la fiera alla quale partecipa il numero di gran lunga maggiore dei produttori di tessuti pratesi: una manifestazione divenuta progressivamente sempre più importante per la clientela sia italiana che straniera, che è cruciale per le nostre aziende. Della quota di 1,65 miliardi generata nel 2025 dalle imprese pratesi produttrici di tessuti ben 1,15 miliardi provengono dall’export, con una proporzione che rimane in linea generale la stessa da molti anni. Nonostante la complessità del momento attuale e delle dinamiche geopolitiche, restiamo fiduciosi in una ripresa e riscontriamo un forte interesse nel settore. Abbiamo sviluppato molte novità e notiamo che gli interlocutori sono ansiosi di vederle, segnale di una chiara voglia di tornare alla normalità. Questa nuova edizione di Milano Unica si preannuncia come caratterizzata dal ritorno di molti operatori stranieri e rappresenterà sicuramente un momento fondamentale di confronto. Siamo consapevoli che molto dipende dalla politica mondiale, ma manteniamo un approccio propositivo, con la speranza che la fiera segni una vera ripresa per tutto il mercato. Le aziende socie di Pratotrade si accingono a partire per Milano Unica ben consapevoli delle difficoltà in atto ma anche del proprio potenziale di attrattività per una clientela che cerca proposte sempre nuove e diverse, in grado di attrarre l’attenzione di un mercato nazionale e internazionale che per riprendere quota necessita di stimoli importanti.”

Il 60% delle esportazioni di tessuti pratesi è composto da prodotti trama-ordito, mentre il restante 40% sono tessuti diversi, come per esempio tessuti a maglia, jacquard, speciali, tecnici, spalmati, velluti e tessuti a pelo. Nel 2025 i tessuti per abbigliamento, che rappresentano la parte più consistente dell’export tessile pratese, hanno avuto un incremento in valore del +2,3%: un dato importante in un quadro generale dell’andamento del settore che desta serie preoccupazioni. Sempre nel 2025 si colgono dei segnali incoraggianti che vengono dai mercati più consolidati: le vendite in UE, che per i tessuti pratesi rappresenta il 57% del totale dei mercati esteri, sono cresciute del +4,1%, e in particolare sono aumentate le esportazioni verso la Germania (+15,3%), che è tornata a essere la prima destinazione con 127 milioni di euro; seguono Spagna (125 milioni, +4,6%), Francia (97 milioni, +5,3%), Romania (66 milioni, +3,2%), mentre il mercato statunitense ha segnato un consistente passo indietro (-11,7%).

Va tuttavia ricordato che i semilavorati tessili acquistati da clientela Usa, e non solo da questa, hanno spesso come destinazione paesi di lavorazione diversi.

© Riproduzione riservata

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