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Ai, robotica umanoide e internet cinese: i settori in cui investire questa estate

(Adnkronos) – L’intelligenza artificiale ha imboccato una strada di crescita senza precedenti e con essa anche i mercati finanziari. Se fino a oggi ad arricchirsi sono stati principalmente i soliti noti – i cosiddetti Magnifici 7 (Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta, Nvidia e Tesla) -, il mercato ora si interroga sui ritorni a lungo termine, spostando lo sguardo sull’intera catena del valore. Dai chip di memoria che scarseggiano alla rivoluzione della robotica umanoide, fino alla riscossa del tech cinese e al boom dello stoccaggio energetico, cambia geografia del profitto tecnologico. Il primo settore su cui porre attenzione è quello dell’intelligenza artificiale. “Mentre in precedenza gli investimenti nell’Ai si concentravano sugli hyperscaler delle Magnifiche 7 il panorama sta cambiando. Questi giganti sono notoriamente ad alta intensità di Capex (spese in conto capitale ndr), il che spinge oggi molti investitori a metterne in discussione il ritorno sull’investimentI a lungo termine” dice all’Adnkronos Paolo Iurcotta, head of Italy di KraneShares. Per trovare il vero valore, è quindi necessario guardare all’intera catena del valore dell’Ai. 

Ma il boom globale dell’intelligenza artificiale ha portato con sé una crisi di capacità nelle memorie, con i prezzi e i margini di Dram (Dynamic Random Access Memory) e Hbm (memoria a banda larga) che sono schizzati alle stelle. Poiché gli hyperscaler di Ai consumano sempre più chip di memoria a banda larga e Dram, qualsiasi nuovo fornitore che si basa su tecnologie solide in grado di incrementare la produzione di nodi avanzati diventa fondamentale per l’ecosistema, alleviando potenzialmente i colli di bottiglia e “diversificando l’offerta da Samsung, Sk Hynix e Micron, che rappresentano i tre maggiori fornitori di chip di memoria”. Il settore dei semiconduttori potrebbe quindi essere un investimento ottimale. “Ecco perché l’ipo di ChangXin Memory Technologies sul mercato Star è rilevante: aggiunge un quarto autorevole leader nelle Dram al listino delle società quotate globali, proprio mentre la domanda trainata dall’Ai spinge Hbm e Dram al centro dell’infrastruttura di calcolo globale” afferma l’esperto. 

Terza posizione per la robotica umanoide. Pur non essendo ancora arrivati a un momento “alla ChatGpt” nel settore, i passi avanti fatti sono stati molti, e le leggi di scala che hanno gujidato i progressi dei modelli linguistici di grandi dimensioni sembrano applicarsi anche a questo comparto. “Secondo Bank of America nel 2026 verranno venduti circa 90.000 robot umanoidi, per arrivare fino a 1,2 milioni entro il 2030 e a 3 miliardi entro il 2060. Morgan Stanley stima inoltre che il mercato potenziale totale degli umanoidi potrebbe raggiungere i 5.000 miliardi di dollari entro il 2050” evidenzia Iurcotta. Mentre le applicazioni di robotica passate si basano su software specializzati e addestrati per compiti specifici, i leader di mercato di domani si distingueranno invece in base ad altre caratteristiche: “Modelli Ai generalisti che permetteranno a un robot di imparare un nuovo lavoro in poche ore invece che in mesi. Proprio questa corsa ai modelli è il terreno su cui si sta costruendo la tesi di investimento a lungo termine”.  

 

Secondo KraneShares, in stretta correlazione con il boom dell’intelligenza artificiale, c’è potenziale di crescita “sostanziale e continua” nel settore internet cinese. “Il rilascio del modello iper-efficiente R-1 di DeepSeek ha dimostrato ai mercati globali che i giganti del web cinesi sono all’avanguardia nello sviluppo dell’Ai nel mondo – fa notare l’esperto -. I tassi medi di crescita dei ricavi a 3 e 5 anni delle società internet cinesi sono assimilabili a quelli di molte aziende internet statunitensi. Nonostante gli elevati tassi di crescita, le principali società internet cinesi scambiano attualmente a multipli relativamente bassi e rimangono sottovalutate rispetto alle loro controparti statunitensi”.  

Giocheranno un ruolo da protagonista anche le tecnologie pulite. Con uno shift globale verso un maggior utilizzo di energie rinnovabili “riteniamo che lo stoccaggio di energia diventerà critico tanto quanto le riserve di petrolio e gas. Esattamente come successe alle major petrolifere all’inizio dell’era del petrolio, Contemporary Amperex Technology Limited (Catl) è emersa come fornitore dominante di una risorsa energetica chiave. Con una quota vicina al 40% del mercato globale delle batterie, Catl è già il più grande fornitore di batterie al mondo”. Con il consumo medio annuo di elettricità a livello globale destinato a triplicare per via dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, “Catl è già ben posizionata per contribuire a sostenere questa potenziale pressione enorme sulle reti elettriche mondiali”. (di Federica Mochi) 

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