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Mps, fonti: “Pieni requisiti per Palermo, Cdp ha natura bancaria”

(Adnkronos) – L’esperienza maturata da Palermo alla guida di Cdp – tra il 2018 e il 2021 – presenta contenuti gestionali, complessità operative e responsabilità pienamente comparabili a quelle richieste per la guida di una banca sistemica. Lo sottolineano diverse fonti finanziarie all’AdnKronos, secondo cui l’idea – avanzata da alcuni media nel pomeriggio -che Cdp non sia assimilabile a un operatore bancario risulta quantomeno discutibile.  

Pur non essendo formalmente una banca dotata di licenza tradizionale, stando alle fonti, Cdp presenta infatti numerosi elementi che la avvicinano in modo sostanziale al modello bancario, sia sotto il profilo operativo sia sotto quello regolamentare. In primo luogo, secondo quanto si apprende, Cdp è classificata all’interno delle statistiche del Sistema Europeo delle Banche Centrali come istituzione finanziaria monetaria, rientrando nella categoria delle istituzioni creditizie, ed è inclusa dalla Banca Centrale Europea tra le “Monetary Financial Institutions”.  

Inoltre, stando alle fonti, è controparte ammessa alle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema e soggetta a obblighi di riserva minima, un regime tipico degli enti creditizi.Sotto il profilo operativo, secondo quanto appreso da AdnKronos, svolge attività che ricalcano da vicino quelle di una banca: gestisce uno stock di crediti significativo (oltre 120 miliardi di euro), finanzia enti pubblici e imprese, supporta investimenti infrastrutturali e interviene nel sostegno al tessuto produttivo, in particolare alle Pmi.  

A ciò si aggiunge una gestione articolata della liquidità e del portafoglio titoli, con riserve ingenti e investimenti in strumenti finanziari a basso rischio, secondo logiche di asset-liability management pienamente coerenti con quelle bancarie.Anche sul fronte della raccolta, sempre stando alla ricostruzione dell’agenzia di stampa, Cdp presenta caratteristiche tipiche di un intermediario creditizio: il risparmio postale, garantito dallo Stato e distribuito tramite Poste Italiane, rappresenta una base di funding ampia e stabile, affiancata da emissioni obbligazionarie sui mercati internazionali, inclusi strumenti Esg e bond in valuta estera. 

Ulteriore elemento rilevante è la sottoposizione a vigilanza. Cdp è infatti regolata dalla Banca d’Italia e, per alcuni aspetti, rientra anche nel perimetro informativo della Bce, oltre ad applicare normative del Testo Unico Bancario analoghe a quelle degli intermediari finanziari vigilati.  

Non a caso, secondo quanto emerso, la stessa esperienza sarebbe stata valorizzata da Monte dei Paschi nella documentazione trasmessa alle autorità europee.In questo quadro, insomma, la lettura secondo cui Cdp non costituirebbe un’esperienza “bancaria” appare dunque parziale. Al contrario, il ruolo svolto da Palermo si inserisce a pieno titolo nell’ambito delle attività finanziarie avanzate e della gestione del credito, rafforzando – stando alle fonti – la coerenza del suo profilo con i requisiti richiesti dalla vigilanza europea per la guida di un istituto come Mps. (di Andrea Persili) 

finanza

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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