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Fumo, a Stoccolma Technovation di Pmi, scienza guida rivoluzione

(Adnkronos) – La scienza guida la rivoluzione di un mondo che sta dando addio alle sigarette puntando a far passare i ‘vecchi’ fumatori a prodotti senza combustione(‘nicotine pouches’ o bustine di nicotina – contenenti nicotina e aromi, ma senza tabacco, che rappresentano l’evoluzione dello snus svedese, e-cig e dispositivi a tabacco riscaldato come iQOS di Pmi). Il processo di evoluzione è iniziato già da diversi anni e vede alcuni Paesi – come il Regno Unito o la Svezia – camminare spediti nell’offrire a chi vuole smettere con le ‘bionde’ prodotti senza combustione, in continua evoluzione grazie alle nuove tecnologie. Su queste basi si è aperto a Stoccolma ‘Technovation-smoke free’, evento di Philip Morris International (Pmi) ispirato all’evoluzione della tecnologia e dell’innovazione. Sono 136 i giornalisti da tutto il mondo accreditati. L’evento vede tra i relatori, oltre a figure di primo piano di Pmi, esperti del settore, ricercatori e medici che lavorano da anni nel campo della riduzione del danno da fumo. 

Ad aprire i lavori Tommaso Di Giovanni, vice presidente Communications and Engagement di Pmi: “L’innovazione deve lavorare con i comportamenti umani, non contro di essi. Questo modo di pensare è ciò che permette all’innovazione di avere un vero impatto. Spesso i governi ci mettono anni per capire l’impatto delle innovazioni – ha spiegato Di Giovanni, citando il caso delle cinture di sicurezza per le macchine – approvarle e renderle operative per i cittadini. Sta accadendo con la carne sintetica, la guida automatica delle auto, i dispositivi i indossabili che monitorano i parametri vitali; allo stesso modo è accaduto con le innovazioni come i dispositivi a tabacco riscaldato, le e-vapor o le nicotine pouches. Dal 2008 Pmi ha investito 16 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo per i nuovi dispositivi senza combustione. E ha assunto più di 1.600 tra ricercatori e ingegneri”. “Oggi più di 1 miliardo di persone fumano ancora nel mondo – ha aggiunto Di Giovanni – per questo dobbiamo farci guidare dall’innovazione e dalla scienza per dare risposte e mettere finalmente la sigaretta in un museo”.  

Uno dei temi affrontati durante l’incontro è stato anche l’impatto di questi nuovi dispositivi sui giovani e come Pmi lavora per affrontare questo tema. A rispondere sono stati Christos Harpantidis, Group Chief Corporate Affairs Officer di Pmi, e Nick Ricketts, Ceo Swedish Match AB e President Oral Products di Pmi. Entrambi hanno rimarcato il lavoro che l’azienda mette in campo “per formare e monitorare i propri rivenditori” e sensibilizzarli su eventuali abusi. Inoltre, su questo fronte Pmi sta costruendo anche “alleanze con le istituzioni nei Paesi dove è possibile”.  

La sessione scientifica ha visto confrontarsi Karl Fagestrom, professore emerito ed esperto di riduzione del danno da tabacco; Brad Rodu, Brad Rodu, Professor Emeritus at the University of Louisville and Leading Tobacco Harm Reduction Researcher (Usa); Gizelle Baker, vice presidente Scientific Affairs di Pmi. “Ho visto tanti pazienti ammalarsi di tumore e ho visto gli effetti quando hanno smesso presto – ha detto Rodu – Chi non fuma ha una aspettativa di vita di 80,96 anni, chi usa prodotti senza combustione ha 80,92 anni e chi fuma di 76 anni. E’ chiaro che la differenza tra i primi due non è così lontana e dimostra l’efficacia dei nuovi dispositivi”. I dati di Rodu arrivano da un suo studio pubblicato su ‘Nature’ nel 1994.  

Il medico ha ricordato anche il caso svedese sui dati del tumore al polmone, tra i più bassi in Unione europea, collegato al fatto che la Svezia negli ultimi 30 anni è riuscita ad avere la minor prevalenza di fumatori in Ue, poco sopra al 5% della popolazione (in Europa siamo al 29%), e di malattie legate al consumo di sigarette tradizionali. E’ negli ultimi 20 anni che c’è stato il sorpasso dello ‘snus’. Oggi le nicotine pouches vengono vendute in diversi mercati. La Svezia intanto è l’unico dei Paesi Ue ad aver quasi azzerato i ‘vecchi’ fumatori. “Una scelta del governo svedese è stata quella di alzare le tasse sulle sigarette e abbassarle sullo snus. Questo ha aiutato ad avere i dati che oggi ha la Svezia sulla riduzione dei fumatori”, ha chiosato Fagestrom. “Non è proibendo i nuovi dispositivi che si eviterà l’accesso al fumo, ma gestendo questo fenomeno”, ha concluso Rodu. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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