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martedì 21 Luglio 2026
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Accordo tra Italia e Germania per l’Einstein Telescope

(Adnkronos) – Il progetto Einstein Telescope (ET), l’osservatorio di terza generazione destinato all’esplorazione delle onde gravitazionali, segna un avanzamento decisivo attraverso la formalizzazione di una cooperazione scientifica strategica tra Italia e Germania. La firma di un Memorandum of Agreement (MoA) a Nuoro tra i principali enti di ricerca coinvolti, INFN, INAF, INGV, Università Tecnica di Dresda e Karlsruhe Institute of Technology, sancisce la volontà di procedere con una candidatura congiunta che integra le specificità geologiche della Sardegna, in particolare il sito di Sos Enattos, con quelle della Lusazia, in Sassonia. La proposta tecnica si basa su una geometria a “doppia L” (2L), una configurazione che prevede la realizzazione di due interferometri distribuiti, ottimizzati per sfruttare le competenze scientifiche e la stabilità sismica dei rispettivi territori.  

“La giornata di oggi ci fa compiere un passo importante nel percorso della candidatura a ospitare l’Einstein Telescope nella nostra Isola. Abbiamo consolidato la collaborazione con la Sassonia grazie alle comunità scientifiche italiane e tedesche, che oggi hanno voluto ulteriormente suggellare l’accordo firmato a gennaio a Roma per portare avanti una candidatura congiunta. Abbiamo dato vita a una cooperazione Sardegna-Umbria, utile sia in chiave ET, che per promuovere, sostenere e valorizzare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, attraverso lo sviluppo di specifici progetti e iniziative comuni”, dichiara Alessandra Todde (Presidente della Regione Autonoma della Sardegna). “Infine, abbiamo dato concretezza agli sforzi che abbiamo compiuto e alle azioni che negli ultimi due anni abbiamo intrapreso con l’inaugurazione del punto informativo dedicato all’ET a Lula e il lancio del cantiere per la realizzazione dell’ET-SUnLab a Sos Enattos. Oltre ad avere il sito migliore, ogni giorno che passa rafforziamo il substrato infrastrutturale e tecnologico che possa aumentare le nostre possibilità per la candidatura”. 

“La firma di questo accordo rappresenta un passo significativo perché Sardegna e Sassonia consolidano la volontà di presentare una candidatura congiunta e di cooperare per offrire all’Europa la soluzione scientificamente più solida e programmaticamente più affidabile. Alla luce degli studi fin qui condotti, siamo, infatti, convinti che la realizzazione di Einstein Telescope attraverso due rivelatori interferometrici con geometria a L garantisca le migliori condizioni per il successo del progetto. E questa visione va oltre la collaborazione tra i due siti candidati e apre a un’infrastruttura di ricerca realmente europea, con il coinvolgimento di tutti i partner nella creazione di una grande rete distribuita per la ricerca sulle onde gravitazionali, con laboratori, infrastrutture tecnologiche e attività scientifiche nei diversi Paesi, nell’ambito della quale ognuno avrà la possibilità di contribuire con la propria eccellenza e di trarne valore”, spiega Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN. “Una grande infrastruttura di ricerca può nascere solo da una grande collaborazione: così opera la scienza e solo così potremo dotare l’Europa di uno strumento scientifico unico al mondo, capace di produrre nuova conoscenza e consolidare la leadership europea nella ricerca fondamentale nei decenni a venire”. 

“Oggi assistiamo al meglio che l’Europa ha da offrire. Con la firma di questo accordo, due delle regioni europee più adatte e sismicamente più stabili, la Sardegna e la Lusazia, uniscono le forze per perseguire uno degli obiettivi scientifici più ambiziosi del nostro tempo attraverso lo sviluppo delle tecnologie più avanzate per rilevare le più piccole increspature nello spazio-tempo”, sottolinea Roberto Ragazzoni, presidente dell’INAF. “Lo stesso spirito di curiosità che spinse Galileo a rivolgere lo sguardo al cielo continua a ispirare la scoperta e a promuovere il progresso tecnologico, economico e sociale. La nostra ricerca per osservare gli eventi che hanno plasmato l’Universo – dalla fusione dei buchi neri a fenomeni spettacolari come le kilonove – non punta soltanto a soddisfare la curiosità dell’umanità. Mira anche a far progredire la tecnologia, rafforzare la cooperazione scientifica europea e creare opportunità il cui impatto non è ancora oggi prevedibile. Questa è la ricerca fondamentale nella sua forma più alta: la storia ci ha dimostrato che i suoi più grandi risultati spesso superano le nostre aspettative e aprono orizzonti completamente nuovi”. 

“La firma di questo Memorandum rappresenta un passo importante nel percorso che stiamo costruendo insieme ai nostri partner sassoni. Le grandi infrastrutture di ricerca non nascono soltanto dall’eccellenza scientifica, ma anche dalla capacità di mettere in comune competenze, esperienze e obiettivi condivisi”, dice Fabio Florindo, presidente dell’INGV. “L’INGV porta in questa collaborazione il patrimonio di conoscenze maturato nello studio della Terra e del sottosuolo. Per un’infrastruttura come l’Einstein Telescope, la caratterizzazione geologica e geofisica del sito è un elemento essenziale, sul quale lavoriamo da molti anni con rigore scientifico e una visione di lungo periodo. Credo che il valore di questo accordo vada oltre la preparazione delle rispettive candidature. È un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni di ricerca possa rafforzare il ruolo dell’Europa nelle grandi sfide scientifiche e creare nuove opportunità di sviluppo e innovazione per i territori coinvolti”. 

“Il Memorandum rappresenta un’altra pietra miliare nella nostra collaborazione in qualità di regioni candidate al progetto europeo, Einstein Telescope. La Sardegna e la Sassonia condividono una visione comune per questa infrastruttura di ricerca unica nel suo genere”, continua Sebastian Gemkov, Ministro di Stato della Sassonia per la Scienza, la Cultura e il Turismo. “L’accordo firmato dalle principali istituzioni di ricerca italiane e tedesche rafforza la nostra candidatura congiunta per ospitare un osservatorio sotterraneo di onde gravitazionali, approfondendo al contempo la cooperazione scientifica oltre i confini nazionali”. 

“La nostra cooperazione sull’Einstein Telescope diventerà ancora più stretta negli anni a venire. E andrà ben oltre la realizzazione delle infrastrutture di ricerca nei nostri due siti, creando un ponte tra scienza, innovazione e persone in tutta Europa”, aggiunge Christian Stegmann co-direttore di Einstein Telescope Lusazia. 

“L’accordo di cooperazione rappresenta un’importante pietra miliare nel percorso della Lusazia nell’ospitare l’Einstein Telescope. Sottolinea la dimensione europea di questo progetto di ricerca unico nel suo genere e testimonia la nostra ambizione di promuovere l’eccellenza scientifica oltre i confini nazionali”, evidenzia Ursula Staudinger, rettrice dell’Università Tecnica di Dresda. “In qualità di ateneo di eccellenza, l’Università Tecnica di Dresda mette a disposizione i propri punti di forza in settori quali il calcolo ad alte prestazioni, l’analisi dei dati supportata dall’intelligenza artificiale, l’optoelettronica e misure di precisione. Allo stesso tempo, l’Einstein Telescope offre una straordinaria opportunità per sviluppare ulteriormente tecnologie chiave. Sosteniamo con piena convinzione questa candidatura congiunta europea”. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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