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Niscemi, Musumeci: “Frana ha raggiunto una larghezza di oltre 4 km”

(Adnkronos) – La frana di Niscemi ha raggiunto una larghezza di 4 km. Così il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci nell’informativa al Senato. 

“Nella mattinata di domenica 25 gennaio l’evoluzione del movimento franoso a Niscemi ha subito una repentina accelerazione e la scarpata di frana ha raggiunto un dislivello di alcune decine di metri, in progressivo aumento e in continua evoluzione retrogressiva, con una larghezza complessiva del coronamento che ha superato i 4 km”, ha affermato.  

“Allo stato attuale non è ancora definita la soluzione da dare alle famiglie che sono state costrette ad abbandonare per sempre le loro case” a Niscemi (Caltanissetta), ha fatto sapere Musumeci aggiungendo: “Spetta alle autorità comunali avanzare una proposta risolutiva. Ricordo che i sindaci sono la prima autorità di protezione civile, e sono i responsabili della pianificazione urbanistica e della vigilanza urbanistica del loro territorio”. “Spetta alle autorità comunali avanzare una proposta risolutiva, ovviamente da confrontare con la comunità scientifica per gli aspetti connessi alla sicurezza – ha sottolineato il ministro – In tal senso comunico di aver istituito presso il dipartimento Casa Italia che si occupa di ricostruzione e di prevenzione strutturale una commissione di studio per indagare sulle possibili evoluzioni del fenomeno”. 

“È chiaro che ho il diritto e il dovere di respingere, con fermezza, la rappresentazione che isola strumentalmente un singolo passaggio negli ultimi tre mesi del mio mandato” da presidente della Regione siciliana, “dal maggio all’agosto del 2022”, “quando, cioè, sarebbe stato a me notificato, ed è stato notificato, l’esito del Pai con R4 di una parte di quel fronte franoso, tentando così di coprire un quarto di secolo di inerzie, omissioni e sottovalutazioni di altri”, ha detto ancora. 

“Per il governo Meloni anche quella di Niscemi non è una questione legata a risorse finanziarie. Ci sono e sono disponibili a dare corpo a un progetto condiviso con le amministrazione locali e che credo veda su questa posizione anche il governo della regione siciliana che ha già offerto in tal senso ampie disponibilità”, ha affermato quindi Musumeci. “Quanto alle misure da adottare a sostegno delle popolazioni colpite dal ciclone e dalla frana, il governo sta elaborando una serie di iniziative che possono così essere sintetizzate sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi i termini processuali e amministrativi, misure in materia di ammortizzatori sociali per i lavori del settore privato e misure di sostegno al reddito dei lavoratori autonomi”. “E ancora misure di sostegno per recupero della capacità produttiva, misure di sostegno alle imprese esportatrici danneggiate, semplificazioni procedurali, misure di sostegno al comparto turistico, stanziamenti straordinari per le attività di protezione civile, funzionali anche al ripristino l’assistenza alla popolazione alla prevenzione e alla riduzione del rischio residuo misure per la delocalizzazione ove questa dovesse essere una soluzione voluta dalle autorità locali, misure di potenziamento della risposta operativa di protezione civile”, ha aggiunto. 

E aggiunge: “Anche per la quantificazione delle risorse necessarie al ripristino delle infrastrutture pubbliche e private compromesse si sta procedendo proprio in questi giorni ad una stima la più attendibile possibile la più dettagliata possibile, di certo il governo Meloni nei prossimi giorni provvederà a integrare alle tre regioni interessate le risorse che dovranno consentire gli interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile”. 

“Non intendo certo ignorare la campagna mediatica che in questi giorni appena trascorsi si è sviluppata attorno a presunte inefficienze del governo e di questo ministro a proposito di attività di protezione civile. Una campagna che è andata ben oltre la normale dialettica politica. Giudizi sommari e frettolose ricostruzioni hanno cercato in malafede un capro espiatorio. Soprattutto sulla frana di Niscemi. Invece di provare a contribuire a una seria comprensione dei fatti. Non sono mancati veri e propri atti di sciacallaggio, dentro e fuori, varie istituzioni qualche volta anche dietro un’apparenza formale. Voglio dire che non sono mancati gli sciacalli in giacca e cravatta”. E’ l’atto di accusa del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci durante l’informativa su Niscemi. “Prima di fare pagelle sulla credibilità degli altri bisognerebbe avere l’umiltà di pesare la propria credibilità- dice Musumeci -col consenso che si conquista e si mantiene tra la gente e quando il consenso si perde si perde la credibilità”. 

“Il rischio frane in Sicilia non è emergenziale, ma strutturale – ha quindi detto il ministro – Secondo i dati dell’Ispra, aggiornati al 2024, circa nove comuni su 10 nell’isola presentano aree ad alto rischio frane. La situazione non è certo migliore nel resto d’Italia, dove secondo gli scienziati oltre il 94% dei comuni si trova in territori esposti al rischio idrologico, rischio valanghe e erosione costiera”.  

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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