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Nunnari (Simit): “Terapia long acting parte della prevenzione Hiv”

(Adnkronos) – Aids: Nunnari (Simit), ‘terapia long acting parte della prevenzione Hiv’ 

 

‘Con terapia antiretrovirale per 2 mesi si riduce anche stigma’ 

 

“La prevenzione dell’Hiv è tra i principali strumenti per contrastare l’infezione. In Italia abbiamo circa 2.400 casi all’anno di nuove diagnosi, e di questi il 60% riguarda soggetti che arrivano tardi alla diagnosi per la mancata prevenzione”. Oltre al test, per ridurre il contagio, è importante anche “la terapia antiretrovirale stabile: con una carica virale soppressa, quindi senza virus nel sangue, non si è contagioi. La terapia long acting aiuta perché l’aderenza alla cura non dipende più dall’assunzione giornaliera del farmaco, che può essere dimenticato”. Tale condizione può causare ” resistenze virali e i soggetti che prima erano ‘virologicamente soppressi’ incominciano a presentare virus nel sangue e nei liquidi biologici seminali”, aumentando il rischio della “trasmissione della malattia”. Lo ha detto Giuseppe Nunnari, presidente Simit Sicilia e professore ordinario di malattie infettive dell’Università di Catania, all’incontro che si è svolto oggi a Palermo, ‘Hiv e terapie long-acting: un passo verso infezioni zero’, promosso da Sanitanova, con il patrocinio della Società italiana di malattie infettive e tropicali, Università di Palermo e dipartimento promozione della salute materno-infantile, di medicina interna e specialistica di eccellenza G. D’Alessandro. 

 

La terapia a lunga durata d’azione ha cambiato lo scenario nella cura dell’Hiv. “Siamo passati da una terapia antiretrovirale composta da tante compresse più volte al giorno a una compressa una volta al giorno – chiarisce l’esperto – La terapia long acting rappresenta una rivoluzione”. L’efficacia “dura circa 2 mesi e, nei prossimi anni, durerà anche 4 mesi, tutto a vantaggio dei soggetti con l’infezione da Hiv, che possono ‘dimenticare‘ la terapia antiretrovirale per 2 mesi”. 

 

Un altro aspetto riguarda lo stigma che resta “una tematica attuale – sottolinea Nunnari – Chiaramente la percezione del soggetto con infezione Hiv che fa terapia long acting migliora, perché non dovendo assumere giornalmente la compresse, pensa meno alla sua condizione e soffre meno dello stigma: c’è sicuramente un miglioramento”, da questo punto di vista, “dimostrato da molti studi internazionali” 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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