Sono entrati in servizio la scorsa settimana i facilitatori relazionali nei Pronto Soccorso degli ospedali dell’Asl Toscana centro. Si tratta di professionisti non sanitari il cui compito è favorire una comunicazione chiara e non conflittuale tra il personale ospedaliero, i pazienti e i loro familiari, in particolare nelle ore di attesa e nei momenti di maggiore tensione.
L’iniziativa rientra in una sperimentazione regionale che coinvolge diverse aziende sanitarie e ospedaliere della Toscana. Per l’Asl Toscana centro, i facilitatori sono attivi negli ospedali Santo Stefano di Prato, San Jacopo di Pistoia, San Giuseppe di Empoli e, a Firenze, al Santa Maria Annunziata, al San Giovanni di Dio e al Santa Maria Nuova.
Facilmente riconoscibili grazie a un gilet giallo, i facilitatori sono stati selezionati tramite bando regionale e hanno seguito uno specifico percorso di formazione prima dell’avvio del servizio. Non svolgono alcuna funzione clinica: il loro campo d’azione è esclusivamente quello della gestione relazionale, in particolare nella zona tra la sala d’attesa e l’area di osservazione.
A spiegare l’importanza del progetto è il direttore del Dipartimento di Emergenza e Area Critica dell’Asl Toscana centro, il dottor Simone Magazzini, secondo cui il Pronto Soccorso è al tempo stesso la prima porta d’ingresso dell’ospedale e il luogo dove più facilmente si accendono situazioni di tensione.


