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martedì 23 Giugno 2026
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Caccia agli ‘inquinanti eterni’: la Toscana mappa gli scarichi industriali e la rete idrica

La Regione Toscana avvia una campagna di monitoraggio per tracciare la presenza dei ‘Pfas’, le sostanze perfluoroalchiliche note anche come ‘inquinanti eterni’. Il progetto punta a raccogliere dati scientifici aggiornati sulle emissioni e sugli scarichi, coinvolgendo in prima linea le imprese del territorio e i gestori del servizio idrico.

L’iniziativa si articola in due percorsi volontari di raccolta e condivisione delle informazioni. L’obiettivo dell’ente è mappare l’impatto di queste sostanze chimiche sull’ambiente attraverso parametri omogenei e validati. Le indagini si concentreranno da un lato sulle installazioni produttive soggette all’Aia (Autorizzazione integrata ambientale, il provvedimento che regola gli impatti ambientali degli impianti industriali) e dall’altro sui sistemi di depurazione pubblici.

Il primo step operativo è fissato per il 29 giugno, con un incontro online rivolto alle aziende dotate di autorizzazione ambientale. Durante la riunione, organizzata con il supporto tecnico di Arpat e la collaborazione delle sedi territoriali di Confindustria, verranno definiti gli strumenti e le schede per la condivisione dei dati già a disposizione o da rilevare. Un secondo tavolo di lavoro si terrà il 1° luglio e sarà dedicato ai gestori dei depuratori, affiancati sempre da Arpat e da Cispel Toscana. In questa sede verranno stabiliti i criteri per coordinare le misurazioni in tutta la regione.

L’avvio di questi tavoli rappresenta la prima fase pratica di un’indagine più ampia approvata con una delibera dello scorso aprile, pensata per analizzare i settori produttivi più esposti a questo tipo di inquinanti.

L’assessore regionale all’ambiente David Barontini ha definito il perimetro dell’operazione: “Vogliamo costruire un quadro conoscitivo sempre più solido e trasparente, fondato su dati scientifici e sulla collaborazione tra istituzioni, sistema produttivo e gestori dei servizi pubblici”. Sottolineando come la misurazione del fenomeno sia il requisito fondamentale per programmare gli interventi a tutela dell’ecosistema e della salute pubblica, l’assessore ha rivolto un ringraziamento ad Andrea Rafanelli, a capo della Direzione tutela dell’ambiente ed energia della Regione, che ha strutturato e coordina le operazioni di tracciamento.

REDAZIONE

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