FIRENZE – La Toscana si conferma terra di eccellenze mondiali. Non solo a tavola, ma anche nelle botteghe e nelle fabbriche. La regione è prima in Italia per numero di candidature alle nuove Indicazioni Geografiche (Ig) dedicate ai prodotti artigianali e industriali.
I numeri presentati da Unioncamere in Senato sono chiari. Su un totale nazionale di 71 produzioni in lizza, ben 10 battono bandiera toscana. La posta in gioco è alta. Se approvate, queste eccellenze otterranno un marchio di qualità e una protezione legale speciale, esattamente come avviene oggi per i prodotti agroalimentari Igp. Uno scudo fondamentale contro la contraffazione.
Ma quali sono i gioielli pronti a essere blindati? La lista è un viaggio attraverso i distretti storici. Si va dalla pietra, con l’alabastro di Volterra, il travertino di Rapolano e le tre varianti del marmo di Carrara. C’è la grande tradizione della carta, con i poli di Lucca e Pistoia. E poi la moda e le pelli: il conciario di Santa Croce sull’Arno e il tessile-abbigliamento di Empoli e Prato.
Un risultato ottimo, ma che può migliorare. Massimo Guasconi, presidente di Unioncamere Toscana, non si accontenta. Secondo lui l’elenco dei candidati è ancora troppo corto rispetto al potenziale reale. “Lavoreremo per allargare la lista ad altri distretti fondamentali, come l’oro e la pelletteria di Arezzo”, ha dichiarato Guasconi. L’obiettivo è proteggere tutto il “saper fare” della regione.
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