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martedì 24 Marzo 2026
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En plein No in dieci province su dieci in Toscana: Livorno e Firenze in top five nazionale città del No

Toscana grande protagonista nella vittoria del No nel referendum giustizia.

Non soltanto leader di affluenza, con l’Emilia Romagna oltre il 66%, con il no toscano al 58.16%.

Ma con un en plein di no in tutte le dieci province toscane compatte nel respingere la riforma costituzionale Meloni-Nordio.

E con en plein di no in tutti i Comuni capoluogo in Toscana.

Con Livorno e Firenze nella top five delle città italiane del No. Livorno con 67.63% alle spalle di Napoli, Palermo, e Bologna, seguita da Firenze, 66.57%.

A dire no in Toscana non soltanto i tre comuni capoluogo amministrati dal centrosinistra, vale a dire con Livorno, sindaco Luca Salvetti, Pd, e Firenze, sindaca Sara Funaro, Pd, e Carrara guidata da amministrazione sindaca Serena Arrighi, Pd,  56,16%.

A dire No Prato commissariata.

A dire No anche Arezzo, Grosseto, Lucca, Massa, Pisa, Pistoia, Siena, Comuni tutti amministrati dal centrodestra.

Sindaco Luca Salvetti: “Orgoglioso di Livorno. Per il dato dell’affluenza alle urne, per il coinvolgimento dei giovani, per il dato con cui il NO si è affermato (il quarto migliore in Italia tra le grandi città). Livorno, da par suo, ha difeso la Costituzione, ha detto no ad un disegno politico che metteva in discussione gli equilibri tra i poteri per un interesse di parte.Tra chi ha votato Sì c’è una parte con la quale dialogare per pensare ad una riforma vera della giustizia e c’è una parte tutta politica che pensava di “fare la storia” e che va lasciata lì a combattere con la propria illusione e l’amarezza conseguente”.

Una Toscana che, col presidente Eugenio Giani, ha festeggiato la vittoria del No in piazza Signoria a Firenze.

A dire no in Toscana dunque non soltanto i tre comuni capoluogo amministrati dal centrosinistra, vale a dire con Livorno, sindaco Luca Salvetti, Pd, e Firenze, sindaca Sara Funaro, Pd, anche Carrara guidata da amministrazione sindaca Serena Arrighi, Pd,  56,16%.

A dire No Prato Comune commissariato dopo le dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti, Pd, atteso alle amministrative 2026. A Prato il No ha vinto col 54.44%. Provincia di Prato No 53.86%.

A dire No anche tutti gli altri Comuni capoluogo che guidati dal centrodestra.

Vale a dire Arezzo, sindaco Alessandro Ghinelli, No 50.99%. Provincia di Arezzo no 53.26%.

Grosseto, sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, No 50.94%. Provincia di Grosseto no 50.83%.

Lucca, sindaco Mario Pardini, No 54.90%. Provincia di Lucca No 51.51%.

Massa, sindaco Francesco Persiani, No 56.20%. Provincia Massa-Carrara No 53.97%.

Pisa, sindaco Michele Conti, No 64.16%. Provincia di Pisa No 58.37%.

Pistoia, sindaca Anna Maria Ida Celesti, dopo le dimissioni di Alessandro Tomasi, eletto in Consiglio regionale: No 59.08%. Provincia di Pistoia 53.48%.

Siena, sindaca Nicoletta Fabio, No 58.30%. Provincia di Siena No 59.29%.

Per quanto riguarda la provincia di Livorno, No 64.58%.

La provincia di Firenze No 65%.

Serena Arrighi, sindaca Carrara: L’esito del referendum a Carrara ci consegna un risultato chiaro: sul referendum sulla giustizia ha prevalso il No, con 16.099 voti, pari al 56,16%, contro i 12.567 voti del Sì, pari al 43,84%. Ma il dato che più deve far riflettere tutti è un altro: a Carrara ha votato il 60,23% degli aventi diritto. È un dato importante, ancora più significativo se lo confrontiamo con l’affluenza delle Regionali 2025, quando nella nostra città si fermò al 37,87%. Sono consultazioni diverse, e va detto con chiarezza. Ma questo scarto ci dice comunque qualcosa di profondo: quando sono in gioco i valori, le regole e i principi che toccano da vicino la nostra democrazia e la nostra Costituzione, i cittadini e le cittadine fanno sentire la propria voce.

È un segnale che merita rispetto. E insieme ci affida una responsabilità. Perché il 60% è un dato significativo, ma ci dice anche che quasi 4 elettori su 10 non hanno partecipato. Ed è lì che dobbiamo continuare a lavorare.
È una sfida che riguarda il governo, le comunità locali, i territori, ogni giorno. A prescindere dalle idee di ciascuno, dai partiti, dai risultati elettorali: abbiamo il dovere di costruire ancora percorsi di partecipazione. Questa è la grande sfida che abbiamo davanti”.

 

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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