La cultura italiana perde una delle sue figure più incisive. La scomparsa di Maria Rita Parsi lascia un vuoto profondo anche in Toscana. A farsi portavoce del dolore della regione è l’assessora alla cultura, Cristina Manetti. Nelle sue parole non c’è solo il doveroso omaggio istituzionale, ma la stima per “un’intellettuale e voce autorevole del pensiero umanistico contemporaneo”.
Secondo l’assessora, la Toscana non potrà scordare il contributo di questa donna straordinaria. La sua lucidità e la sua passione civile restano un’eredità preziosa.
C’è un ricordo, in particolare, che Manetti vuole condividere. Risale a pochissimo tempo fa. Era lo scorso gennaio. Maria Rita Parsi era a Firenze, ospite dello storico Caffè Letterario Giubbe Rosse per il Convegno Internazionale dell’Empatismo. Quella fu la sua ultima apparizione pubblica in terra toscana. Un momento di altissimo valore culturale e umano.
In quell’occasione, la psicoterapeuta ribadì il suo legame affettivo con questa regione. Ma soprattutto, lasciò un messaggio potente. Citando l’antica saggezza greca del “Conosci te stesso”, ricordò a tutti una verità fondamentale: il rispetto degli altri nasce dalla consapevolezza interiore.
La sua lezione fu chiara: se ci conosciamo davvero, il prossimo smette di essere un nemico. Diventa un interlocutore. “Non servono guerre, ma confronto e crescita reciproca”, disse.
Manetti conclude il suo messaggio stringendosi attorno alla famiglia e agli amici. Il cordoglio della Regione va a tutti coloro che, negli anni, hanno seguito il percorso umano e professionale di una donna che ha insegnato il valore del dialogo.
REDAZIONE


