PRATO – Mario Adinolfi candidato sindaco di Prato alle amministrative al voto il 24 e 25 maggio 2026. Prato commissariata dopo le dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti, Pd, indagata.
In attesa che il centrosinistra ufficializzi il candidato sindaco, in pole Matteo Biffoni, Pd, consigliere regionale recordman di preferenze e sindaco di Prato 2014-2024, arriva via social l’annuncio di Adinolfi candidato sindaco a Prato: “Me lo ha chiesto l’assemblea nazionale del Popolo della famiglia insieme al PdF toscano e io ho accettato. Vogliamo rendere Prato caso nazionale”.
Adinolfi: “Siamo reduci da una battaglia politica difficilissima combattuta in Veneto proprio dove scorre il Piave, chiusa portando il Popolo della famiglia oltre il 5% alle suppletive per la Camera dei Deputati. La sinistra governa 12 delle 18 più popolose città italiane. Di queste, l’unica che va a elezioni il 24 maggio è Prato e si va a votare perché il sindaco (non mi convincerete mai a usare l’orrendo “sindaca”) Ilaria Bugetti s’è dovuto dimettere per l’accusa di corruzione. In quanto indagata in una pesantissima inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Firenze, per corruzione. L’avrebbe corrotta un importante imprenditore massone. I pratesi conoscono questa vicenda, il resto d’Italia no.
Per Adinolfi: “Quando le inchieste riguardano amministratori locali di destra (penso ad Alemanno, Cuffaro, Formigoni) la magistratura picchia durissimo e i media ancora più duro. La Bugetti invece è stata “protetta”, la richiesta d’arresto è stata respinta e i big del Pd dal governatore toscano Eugenio Giani al braccio destro di Elly Schlein, Marco Furfaro, le hanno espresso “affetto e stima”.
“Obiettivo politico del Popolo della famiglia è rendere Prato un caso nazionale e anche un laboratorio politico nazionale“.
Adinolfi annuncia “Il Popolo della famiglia si candida a Prato per chiedere in particolare ai cattolici di uscire dalle catacombe e dalle 70 parrocchie pratesi e andare a combattere per la catarsi della loro città”.
Infine Adinolfi: “Chiediamo in primis ai cattolici pratesi i consensi necessari affinché il PdF sia decisivo per avviare l’opera di radicale repulisti morale della città”.
CINZIA GORLA


