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martedì 3 Febbraio 2026
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Vannacci lascia la Lega: “Proseguo la mia strada da solo. Da oggi ‘Futuro nazionale’ è una realtà”. Salvini: “Deluso e amareggiato”

Adesso è ufficiale. Roberto Vannacci lascia la Lega e saluta così Matteo Salvini, vicepremier nonché leader del partito. E’ lo stesso generale europarlamentare, che vive a Viareggio, nonché vice di Salvini in Lega a dare l’annuncio via social nel pomeriggio di martedì 3 febbraio. Con tanto di simbolo di ‘Futuro nazionale’, il marchio depositato soltanto pochi giorni fa.

La replica di Matteo Salvini via social: “Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato”.

Vannacci: “Chi mi ama mi segua: Io inseguo un sogno, e vado lontano. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà”.“.

Salvini: “La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito.
Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità”.
Poi il vicepremier leader Lega: “Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà.
In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni.
Mentre tutti noi eravamo e siamo impegnati sui temi della sicurezza e del contrasto alla violenza ed all’immigrazione clandestina, del taglio delle tasse e della riduzione delle liste di attesa, altri alimentavano continue polemiche. Peccato.
Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini.
Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada.
Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali.
Liberi e forti. Senza paura”.

 

 

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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