VAL DI BISENZIO – La riorganizzazione dei servizi sanitari dell’ASL Toscana Centro non tiene conto della geografia della Val di Bisenzio. Alessandro Bonacchi, referente di Sinistra Italiana Valbisenzio – AVS, critica duramente i tagli alla Guardia Medica e al 118 e esprime pieno sostegno ai Sindaci della Vallata e al Presidente della Provincia nella battaglia per il diritto alla salute.
Dal 1° febbraio è entrata in vigore la riduzione della Guardia Medica nella fascia 00:00–08:00, motivata dalla bassa frequenza delle chiamate. «È un criterio pericoloso – afferma Bonacchi – perché in un territorio montano perdere il medico notturno significa isolare migliaia di persone. Per chi vive a Montepiano o Cantagallo sapere che esiste un presidio attivo non è statistica, ma sicurezza. Così la Vallata viene trattata come una zona di serie B».
I numeri mostrano una sproporzione evidente: la Val di Bisenzio ha una popolazione simile a quella di Montemurlo (circa 19.300 abitanti), ma si estende su 193 km², una superficie sei volte superiore a quella della pianura. «Applicare gli stessi criteri di “efficienza” urbana a un territorio montano è un errore politico e gestionale gravissimo».
Preoccupa anche la medicina di base: in Vallata solo due pediatri seguono migliaia di bambini tra Vaiano, Vernio e Cantagallo, con una carenza del 33% rispetto alle aree limitrofe. Intanto sono stati investiti 1,1 milioni di euro di fondi PNRR per la Casa di Comunità di Vaiano, la cui inaugurazione è prevista per giugno 2026. «Senza personale e servizi reali – avverte Bonacchi – rischia di diventare una scatola vuota».
Sinistra Italiana Valbisenzio – AVS chiede lo stop ai tagli notturni, il medico h24 sulle ambulanze del 118, il pieno organico per la Casa di Comunità e l’abbandono della logica aziendalistica. «La salute in montagna non può essere trattata come un costo – conclude Bonacchi – è un diritto costituzionale che deve valere allo stesso modo in Vallata come in città».


