VERNIO – “Abitare, prendersi cura, partecipare”, è il titolo e il senso di un incontro rivolto alla comunità di Vernio per condividere il percorso che il Comune sta iniziando a delineare insieme alla Società della Salute, alla EPP (Edilizia Popolare Pubblica) e al PIN di Prato attraverso il suo centro di ricerca ARCO. Un momento di incontro per raccogliere i bisogni dei cittadini, in particolare degli anziani, e costruire insieme nuove forme di abitare che migliorino la qualità della vita nel territorio a cui interverranno tutti i partner del progetto.
Mercoledì 17 giugno alle 21 nel chiostro del Casone dei Bardi (nel salone consiliare in caso di maltempo) sarà quindi presentato il progetto di co-programmazione e il questionario rivolto ai cittadini, che ha come obiettivo proprio quello di approfondire i bisogni per offrire risposte efficaci e nuove prospettive di domiciliarità, magari in un contesto socio-abitativo che combatta i rischi di emarginazione e solitudine.
Il percorso ha preso il via nell’aprile scorso, con la pubblicazione di un avviso agli enti del Terzo Settore per individuare interlocutori in grado di sviluppare progettualità innovative dell’abitare, con spazi condivisi pensati sia per le persone senior sia per le famiglie e creare anche luoghi aperti alla comunità. Alla chiamata hanno risposto ben 14 fra enti e associazioni: Arciconfraternita della Misericordia di Prato, Opera Santa Rita, Cooperativa Sarah, Alice società cooperativa sociale, ‘Pane & Rose’ cooperativa sociale, “Tutto è vita” Fondazione, ACLI sede provinciale Prato, Auser Sartoria Vernio, Croce Rossa Comitato di Vernio, Fabrica Consorzio Cooperative Sociali, Eccoci cooperativa sociale, Don Lorenzo Milani, Consorzio Astir, AION.
Nel frattempo, il centro di ricerca ARCO sta coordinando la fase di studio e approfondimento – che ha avuto il riconoscimento con un contributo alla Società della Salute area pratese – e il percorso partecipato da costruire insieme alla comunità.
L’idea prende forma da una constatazione molto concreta: la presenza sul territorio di molte persone anziane attive, in salute e con una forte voglia di restare parte della comunità, e il ritorno di giovani famiglie con bambini, cosa che ha dato vita a forme spontanee di aiuto reciproco, collaborazione e anche convivenza. Da qui nasce il percorso, pensato dal basso e condiviso con la comunità, non semplicemente per creare nuovi alloggi, ma per immaginare spazi di vita, luoghi in cui le persone possano condividere relazioni, momenti quotidiani e sostegno reciproco, in più riqualificando edifici pubblici.



