PRATO – “La coraggiosa e innovativa lezione imprenditoriale e civile di Adriano Olivetti può dire ancora tanto alle nostre imprese e alla nostra società: la scelta di coniugare umanesimo e tecnologia, valore delle persone e gestione d’azienda, è anche oggi in grado di fare la differenza”.
Il presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Riccardo Iannuzzi, commenta così il grande tema che ieri pomeriggio (21 settembre), ha fatto da protagonista all’incontro promosso in occasione della festa di San Matteo. Circa duecento i professionisti presenti nella sala maggiore di San Domenico per partecipare al confronto a cui hanno preso parte alcuni testimoni d’eccezione, come Enrico Capellaro e Walter Mioc, che in Olivetti hanno lavorato, attraversando fasi entusiasmanti, dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Alla serata è intervenuto anche il sindaco Matteo Biffoni.
Hanno guidato l’incontro Gianna Rindi e Riccardo Aliani, docente, fondatore e presidente dell’associazione del Museo del calcolatore di Prato, un’esperienza di eccellenza che merita di essere conosciuta meglio. L’incontro è stato animato anche con alcuni filmati originali tratti, per buona parte, dal documentario su Olivetti del regista Alessandro Bernard, che si è anche collegato in video con Prato.
Due storie diverse quelle di Capellaro, che ha vissuto a Ivrea, lavorato in Olivetti fino al pensionamento e da meno due anni ha scelto di vivere a Prato (è anche un attivo volontario del Museo del Calcolatore), e di Mioc, perito elettrotecnico ed ex apolide, come ripete spesso, assunto in Olivetti a 18 anni e poi diventato ingegnere dirigente meccanico a cui si deve la realizzazione del sistema Viacard. Due storie unite da un medesimo entusiasmo ancora vivissimo, quello di aver preso parte a una delle più grandi storie d’impresa del nostro paese: le innovazioni, anche sociali, della fabbrica di Ivrea fondata da Camillo Olivetti e consolidata dalla genialità di Adriano, invenzioni come la Lettera 22 o la Programma 101 che anticipò l’idea stessa di personal computer, hanno portato una vera e propria rivoluzione, in Italia e nel mondo, a partire dagli Stati Uniti.
Capellaro ha ricordato il suo ingresso nella scuola aziendale nel 1952, le straordinarie opportunità formative che venivano offerte ai giovani, la possibilità di crescita professionale in un contesto in cui tutti erano partecipi che in azienda si stava realizzando una grande storia. Mioc ha evocato il suo primo viaggio, allora tecnico giovanissimo, negli Stati Uniti dove la Olivetti presentava la Programma 101, il primo calcolatore da tavolo programmabile, immediatamente acquistata in quaranta esemplari dalla Nasa per il lancio dell’Apollo 11.
“Assistiamo ogni giorno imprese chiamate a misurarsi con l’innovazione tecnologica e, allo stesso tempo, con la responsabilità verso chi vi lavora e verso il luogo in cui operano: un equilibrio che il distretto pratese conosce bene – sottolinea ancora il presidente Iannuzzi – La ricerca di questo equilibrio riguarda anche noi, in una stagione in cui gli strumenti cambiano rapidamente mentre il valore del nostro contributo continua a dipendere dal giudizio, dalla competenza e dalla misura con cui li usiamo”.


