Comitato No Taric al sindaco Prestanti: “Dopo le parole atti formali e trasparenza sulle decisioni”

Il primo cittadino aveva definito 'fallimentare' la gestione di Alia Plures: "Vogliamo sapere il perché dell'aumento delle bollette"

CARMIGNANO – Apertura al dialogo ma nessuna cambiale in bianco. Il Comitato No Taric Carmignano prende atto del netto cambio di rotta del sindaco Edoardo Prestanti — che nei giorni scorsi ha definito ‘fallimentare’ la gestione targata Alia Plures denunciando rincari e disservizi — ma sollecita l’amministrazione comunale ad andare oltre le prese di posizione verbali, chiedendo atti formali e massima trasparenza sulle decisioni e sui controlli promossi in sede di Ato Toscana Centro.

“Le parole con cui il sindaco Prestanti definisce oggi ‘fallimentare’ la gestione di Alia-Plures, denunciando il peggioramento del servizio e l’aumento delle tariffe, segnano un cambio di tono che non passa inosservato — premette il Comitato No Taric Carmignano —. Cambiare valutazione non è un problema. Se ci si rende conto che una scelta non sta funzionando, è giusto correggerla. Ma bisogna anche riconoscere le decisioni prese e spiegare chiaramente cosa si intende fare adesso. Quando è nato il Comitato No Taric Carmignano, sembravamo quasi noi quelli che creavano problemi, anziché cittadini che stavano segnalando un problema reale. Abbiamo raccolto bollette, disservizi, errori e testimonianze. Abbiamo fatto domande che per mesi sono rimaste senza una risposta vera. Oggi quegli stessi argomenti sono al centro di un convegno, degli articoli di giornale e della Commissione consiliare controllo e garanzia. Ne siamo soddisfatti, ma diciamo anche con chiarezza che questo risultato è arrivato grazie alla tenacia dei cittadini e alla pressione del Comitato”.

Nel mirino del gruppo di cittadini finiscono anche alcune ricostruzioni e passaggi tecnici emersi nel corso del dibattito pubblico, a partire dalle motivazioni che hanno condotto all’adozione del nuovo modello tariffario.

“Durante l’incontro Prestanti ha ricordato che i sindaci, attraverso Atp, devono controllare e vigilare sull’operato del gestore. Su questo siamo d’accordo — incalzano i rappresentanti del comitato —. Proprio per questo chiediamo al Comune di rendere pubbliche tutte le posizioni assunte, in quanto quelle analizzate sin ad oggi, per quanto riguarda i piani economici finanziari, tra astensioni e assenze, ci lasciano perplessi, indicare le proposte presentate e accolte e le eventuali contestazioni formalizzate negli ultimi anni, anche su base contrattuale. Ci sono poi alcuni passaggi dell’incontro sui quali è necessario fare chiarezza. Cardone ha detto che il passaggio alla Taric “ce lo ha fatto fare l’Europa”. Detta così, non è corretto. L’Europa stabilisce il principio secondo cui chi produce più rifiuti deve pagare di più, ma la legge italiana dice che i Comuni “possono” adottare la tariffa corrispettiva. Carmignano ha scelto di introdurla: è stata quindi una scelta precisa, non un obbligo imposto dall’Europa”.

Pur condividendo la linea critica nei confronti di Alia Plures espressa negli interventi di Marco Cardone, Stefano Seghetti e Rossano Ercolini, il Comitato invita a non cadere in facili semplificazioni o posizioni ideologiche sull’impiantistica e sui costi di smaltimento.

“Gli interventi di Marco Cardone, Stefano Seghetti e Rossano Ercolini, pur affrontando aspetti differenti, hanno seguito una linea sostanzialmente comune di critica alla gestione di Plures Alia, alle attuali scelte industriali e impiantistiche — si legge nella nota —. Sono state sollevate questioni importanti, ma alcune conclusioni richiedono ulteriori e attente verifiche. I dati sui costi di trattamento non bastano da soli a dimostrare che la carenza di impianti non possa incidere sulle tariffe; soprattutto, da una quota percentuale non si può ricavare automaticamente quanto gli impianti incidano sugli aumenti delle tariffe né quanto costerebbero gli scenari alternativi. La conclusione pronunciata nell’incontro che chi lega la carenza di impianti al rischio di maggiori tariffe ‘sta mentendo’ non è dimostrata da quei dati. La stessa Regione Toscana ha rilevato che gli impianti di trattamento e smaltimento presenti nell’Ato Toscana Centro non sono sufficienti e che una parte consistente dei rifiuti viene trasferita fuori ambito o fuori regione”.

“Seghetti ed Ercolini hanno richiamato i problemi dei trattamenti termici e il rischio che le decisioni industriali siano condizionate dalla ricerca degli utili — prosegue il comunicato —. Sono temi legittimi, ma devono essere accompagnati da alternative concrete: ad esempio dove conferire il rifiuto residuo, quali impianti utilizzare, quanto costano le diverse soluzioni e quali effetti reali producono sulle bollette. Il comitato non vuole sostituire una narrazione unica di Alia Plures con una narrazione unica di segno opposto. Seghetti ha ricordato che gli inceneritori producono ceneri da gestire. È un elemento da valutare, ma non basta per escludere a priori questa tecnologia. Il Comitato No Taric Carmignano non è contrario per principio agli inceneritori o agli impianti di recupero energetico, tutte le soluzioni debbano essere confrontate sulla base di dati concreti: quantità di rifiuti residui, costi di costruzione e gestione, trasporti evitati, energia recuperata, impatto ambientale, gestione delle ceneri, tempi di realizzazione ed effetti sulle bollette ed ambiente. Rifiutare una tecnologia a priori sarebbe sbagliato quanto presentarla come l’unica soluzione possibile: bisogna spiegare dove saranno portati i rifiuti residui, quanto costeranno le alternative, in quali tempi potranno essere realizzate e quale effetto avranno sulle nostre bollette. Ciò che serve è un piano serio che dica quali impianti occorrono realmente, dove devono essere realizzati e quanto costeranno ai cittadini, oltre che recuperare i fondi delle utenze fantasma e bloccare lo sperpero di denaro che finisce a carico del contribuente. Sarà una visione completa e non a senso unico che porterà ad una soluzione definitiva e pragmatica”

La richiesta finale indirizzata alle forze politiche prescinde dalle appartenenze e punta al merito dei bilanci e della qualità dei servizi offerti alla cittadinanza.

“Non ci interessano le etichette e non ci interessa fare opposizione per partito preso — conclude la nota del Comitato No Taric Carmignano —. Vogliamo capire perché le bollette sono aumentate, se il servizio ricevuto corrisponde a quanto pagato e quali soluzioni siano davvero possibili. Il Comitato non era un disturbo: stava portando alla luce un problema reale. Se oggi quel problema è finalmente al centro del dibattito, è anche grazie ai cittadini che hanno continuato a fare domande. Adesso dobbiamo lavorare seriamente, senza più logiche di partito“.

© Riproduzione riservata

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