Giusti L’Alternativa C’è risponde a Futuro Nazionale: “Studino cosa sono Plures e Publiacqua. La politica richiede preparazione non propaganda”

Giusti: "Quanto alla ricerca di visibilità che ci viene rimproverata, preferiamo lasciare parlare gli atti"

PRATO – “Leggendo il comunicato di Futuro Nazionale viene il dubbio che i suoi estensori non abbiano ancora capito di cosa stiano parlando. Scrivono che Publiacqua sarebbe “socia di Plures”, quando è esattamente il contrario: è Plures a controllare Publiacqua, detenendone il 98% del capitale. I soci di Plures sono i Comuni, compreso quello di Prato. Non è una sottigliezza, ma l’ABC della questione sulla quale pretendono di impartire lezioni agli altri. E quando si sbaglia persino il presupposto di una polemica, forse sarebbe il caso di studiare prima di scrivere”.

Sono le parole di Matteo Giusti Matteo Giusti, Responsabile politico de L’Alternativa C’È, a replica delle parole del gruppo politico Futuro Nazione che ha accusato Targetti capogruppo de L’Alternativa C’È di “vivere di teatrini politici” a proposito di Plures e Publiacqua.

“Ieri, in Commissione Controllo e Garanzia,- continua Giusti – non è stato sottoscritto alcun atto, contrariamente a quanto sostiene Futuro Nazionale. I consiglieri di opposizione hanno riconosciuto la buona gestione del servizio idrico da parte di Publiacqua e hanno condiviso un comunicato stampa sottoscritto dal presidente Godi, da Attucci e Cioni di Fratelli d’Italia, da Agati di Forza Italia e dal nostro capogruppo Jonathan Targetti. Se per Futuro Nazionale questo sarebbe un “doppio gioco”, abbia almeno il coraggio di rivolgere la stessa accusa a tutti gli altri firmatari. Del resto, i consiglieri di Futuro Nazionale in quella Commissione non c’erano, ma evidentemente questo non impedisce loro di raccontare ciò che sarebbe accaduto”.

“Riconoscere – continua Giusti – che Publiacqua gestisce bene il servizio idrico non significa affatto assolvere Plures, una holding con oltre un miliardo di debiti, sulla quale da mesi chiediamo trasparenza e dalla quale vogliamo che il Comune di Prato esca. Sono due questioni distinte, che soltanto una certa superficialità politica può confondere. Proprio ieri, peraltro, il nostro capogruppo Targetti ha ottenuto dal presidente di Publiacqua un’importante ammissione a verbale su una vicenda che stiamo seguendo da tempo: la proprietà dei beni tra Comune e Gida non è ancora definita e l’acquisto resta sospeso fino al raggiungimento di un accordo. Questo significa esercitare una funzione di controllo, non limitarsi a recitare una parte nel teatrino della politica. Quanto alla ricerca di visibilità che ci viene rimproverata, preferiamo lasciare parlare gli atti. Abbiamo presentato esposti alla Corte dei Conti e alla Procura, una mozione per l’uscita del Comune da Plures, un’istanza per la riconvocazione del Consiglio comunale straordinario, interrogazioni sulla vicenda Gida e numerose altre iniziative. Giovedì, invece, nel Consiglio Comunale dedicato proprio a Plures, Futuro Nazionale è stato l’unico gruppo a non presentare neppure un atto. Comprendiamo che la materia sia complessa e richieda un certo impegno, ma sarebbe bastato dedicare qualche ora allo studio per risparmiarsi almeno questa figuraccia”.

“A Futuro Nazionale – precisa Giusti -consigliamo dunque meno comunicati e più preparazione, soprattutto per rispetto dei cittadini che li hanno votati credendo di scegliere una lista civica. Due settimane dopo le elezioni, quegli stessi elettori si sono ritrovati in Consiglio Comunale Futuro Nazionale, con il generale Vannacci fatto entrare dalla finestra anziché dalla porta principale. Una trasformazione politica sulla quale sarebbe interessante conoscere il loro giudizio, anziché assistere a continue lezioni di coerenza impartite agli altri. E già che ci siamo, suggeriremmo ai suoi consiglieri di dedicare un po’ più di tempo anche ai lavori del Consiglio, invece di essere sistematicamente tra gli ultimi ad arrivare e tra i primi ad andarsene prima della conclusione delle sedute”.

“In politica – conclude Giusti – ognuno sceglie come impiegare il proprio tempo: c’è chi studia i documenti, presenta atti e cerca risposte nell’interesse dei cittadini, e chi preferisce polemizzare senza neppure conoscere la differenza tra una società controllante e una controllata. Noi continueremo a scegliere la prima strada. Agli altri lasciamo volentieri la seconda, con un solo consiglio: prima di accusare qualcuno di incoerenza, sarebbe opportuno almeno sapere di cosa si sta parlando”.

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