Stadio dell’acqua di Jolo, Attucci (Fdi) contro Biffoni: “Squadre che perde non si cambia”

La consigliera di opposizione punta il dito sul sindaco Biffoni: "il nuovo rendering rischia di fare la fine di tanti che hanno preceduto"

PRATO – Duro attacco della consigliera comunale di Fratelli d’Italia a Prato, Cristina Attucci, nei confronti del sindaco Matteo Biffoni sulla vicenda del finanziamento perso per la realizzazione dello Stadio dell’Acqua nell’area di Jolo. L’esponente del centrodestra critica la gestione amministrativa e la linea politica adottata sul progetto, sollecitando chiarezza e accertamenti sulle responsabilità della perdita dei fondi pubblici.

“Biffoni è intervenuto alla sua maniera nella questione del finanziamento perduto: un futuro di cose grandiose da realizzare, una totale mancanza di spiegazioni sul disastro amministrativo e politico del cosiddetto Stadio dell’Acqua di Jolo — dichiara Cristina Attucci —. Stiamo ai fatti che lo stesso Biffoni ammette senza fornire nessuna spiegazione: la perdita dei fondi Pnrr costituisce un grave danno per la città su cui occorrerà “far piena luce”; il Comune si dichiara parte lesa, ma le responsabilità verranno accertate; si va avanti col progetto, che è stato approvato — sia pure in ritardo — nonostante taluni aspetti tecnici ancora da chiarire. E si va avanti con gli stessi protagonisti, interni ed esterni, che hanno prodotto questo risultato».

La consigliera di opposizione solleva forti riserve sulla scelta dell’amministrazione di proseguire con l’iter negoziale e contrattuale senza aver prima formalizzato la quantificazione dei danni subiti dall’ente locale.

“Si dice che quella di andare avanti era la soluzione più conveniente per il Comune, e può anche darsi, ma non si sa chi, come e dove abbia fatto questa valutazione — incalza l’esponente di Fratelli d’Italia —. In pratica, squadra perdente non si cambia. Lo stesso appaltatore proseguirà nell’opera, ma non vi è alcun riconoscimento di responsabilità, né un accertamento consensuale dei danni subiti fin qui dal Comune, che non si riducono al pur ingentissimo finanziamento perduto. L’unica cosa certa è che si rinuncia a ‘litigare’ con l’appaltatore e si va avanti, senza sapere se ci sarà mai un accordo sulle responsabilità e sui risarcimenti, e quindi sulla eventuale compensazione tra i rispettivi crediti. Qualunque manager privato verrebbe licenziato in tronco se gestisse in questo modo gli interessi della propria azienda”.

L’analisi dell’esponente del partito della Meloni si sposta infine sullo stato effettivo delle lavorazioni nell’area dell’intervento e sulle concrete possibilità di recupero delle risorse finanziarie sfumate.

“In tutto questo tempo non è stata scavata nemmeno una fossa — conclude Cristina Attucci —. Se il cantiere avesse almeno iniziato a lavorare ci sarebbe stata buona possibilità di partecipare alla riassegnazione dei fondi Pnrr inutilizzati che verrà fatta a livello nazionale. Ma qui siamo rimasti a zero e sarà molto difficile giocare questa partita di recupero. Che andrà comunque tentata, perché altrimenti il nuovo rendering rischia di fare la fine di tanti che nell’era Biffoni lo hanno preceduto. E poi finalmente potremmo accendere l’attenzione sui tanti altri problemi che affliggono la nostra città”.

© Riproduzione riservata

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