Età mediana, l’Italia è da record in Europa: 10 regioni oltre i 50 anni

Hai telefonato da una cabina, pagato in lire, riavvolto una musicassetta con una Bic e aspettato davanti alla radio che passasse quella canzone per registrarla? Hai avuto almeno un numero di telefono che sapevi a memoria, consultato il Televideo e vissuto abbastanza a lungo da vedere il telefono passare dal tavolino dell’ingresso alla tasca dei pantaloni?

Possibile diagnosi: hai circa cinquant’anni.

Niente di particolarmente allarmante. Il punto è che in una parte considerevole d’Italia la tua generazione non è più semplicemente una delle tante: si trova esattamente nel mezzo.

Nel 2025 dieci regioni italiane avevano un’età mediana di almeno 50 anni, secondo il nuovo Eurostat Regional Yearbook 2026. Vuol dire che metà della popolazione è più giovane e metà più anziana di quella soglia. Nell’intera Unione europea le regioni che hanno raggiunto i 50 sono 21. Quasi una su due, quindi, è italiana.

La capofila è la Liguria, con 52,6 anni, il valore più alto dell’Unione. Ma non è affatto sola nelle parti alte della distribuzione: la Sardegna è a circa 51,7 anni, il Friuli-Venezia Giulia a 51,3; seguono Molise e Umbria a 50,7, Piemonte e Toscana a 50,6, Valle d’Aosta a 50,5, Marche a 50,2 e Abruzzo a 50,0.

In Europa i cinquantenni si concentrano, in Italia si sparpagliano

Subito dietro la Liguria compare Chemnitz, nella Germania orientale, con un’età mediana intorno ai 52,1 anni; poco più sotto c’è il Principado de Asturias, in Spagna, a 51,6. Seguono Sachsen-Anhalt a 51,3, Mecklenburg-Vorpommern a 51,0 e, poco oltre quota 50, Thüringen.

La Germania concentra quindi le sue quattro regioni sopra i 50 anni nell’Est. La Spagna ne ha tre nel Nord-Ovest: oltre alle Asturias, Castilla y León è intorno a 50,6 anni e Galicia arriva a 50. Non è però soltanto un affare italo-tedesco-spagnolo: superano la soglia anche le regioni bulgare di Severozapaden e Severen tsentralen, la greca Dytiki Makedonia e la Martinica francese. Con le dieci italiane portano a 21 il numero complessivo delle regioni Ue con un’età mediana di almeno 50 anni.

La presenza italiana nel gruppo si è allargata in appena due anni: cinque regioni nel 2023, otto nel 2024, dieci nel 2025. Anche il fenomeno europeo cresce, ma con un ritmo diverso: nello stesso periodo le regioni sopra quota 50 sono passate da 14 a 17 e poi a 21. L’Italia, da sola, ne rappresenta ormai quasi la metà.

Anche il dato nazionale si è mosso più della media. Nel 2025 l’età mediana italiana ha raggiunto 49,1 anni, contro i 44,9 dell’Unione europea. Dieci anni prima era di 45,2 anni: +3,9 anni in un decennio, mentre nell’Ue l’aumento è stato di 2,1. Tra i 27, soltanto Slovacchia e Cipro hanno registrato nello stesso periodo un incremento leggermente maggiore, pari a quattro anni.

Dietro quota 50 non c’è una sola causa

Eurostat indica diversi meccanismi che possono alzare l’età mediana di una regione. Uno è certamente la maggiore sopravvivenza. Gli altri sono meno rassicuranti per la struttura demografica: nascono pochi bambini e i giovani possono lasciare i territori in cui sono cresciuti. Può accadere anche il contrario, con l’arrivo di popolazione più anziana.

Due regioni possono quindi arrivare entrambe a quota 50 seguendo strade molto diverse. Una può avere molti residenti longevi; un’altra può avere soprattutto poche nascite; una terza può perdere ventenni e trentenni diretti verso città o Paesi con maggiori opportunità. Spesso le tre dinamiche si sommano. In Italia, per esempio, nel 2025 le nascite sono scese a 355 mila e la fecondità a 1,14 figli per donna, mentre la Sardegna si è fermata a 0,85: numeri che aiutano a capire quanto la denatalità stia modificando la struttura per età del Paese.

La geografia conta altrettanto. Le aree interne italiane presentano già una quota di giovani più bassa e una presenza di ultrasessantacinquenni superiore rispetto ai centri; la distanza demografica tra territori centrali e periferici è visibile da anni nei dati Istat.

All’altro capo dell’Europa si trovano territori nei quali il centro della popolazione è molto più giovane, soprattutto aree urbane e regioni capaci di attirare studenti e lavoratori. La mobilità conta parecchio: un’università, un mercato del lavoro dinamico o grandi flussi migratori possono ringiovanire sensibilmente la struttura per età di una città. Eurostat osserva infatti che molte delle regioni con le età mediane più basse sono aree urbane, comprese diverse regioni-capitale.

In Irlanda, per esempio, l’età mediana nazionale nel 2025 era 39,6 anni. In Italia 49,1. Quasi dieci anni di differenza.

Tradotti in cultura materiale, sono parecchi: abbastanza perché da una parte dell’Europa il cittadino mediano sia cresciuto con Internet già in casa, mentre in diverse regioni italiane quello stesso posto al centro della distribuzione sia occupato da qualcuno che ricorda perfettamente il rumore del modem a 56k.

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Prato
cielo coperto
24.7 ° C
25.6 °
23.2 °
54%
3.8m/s
99%
Gio
24 °
Ven
25 °
Sab
25 °
Dom
25 °
Lun
25 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS