VERNIO – È la Val di Bisenzio il territorio in cui la varietà del pomodoro Borsa di Montone viene coltivata e custodita, Un seme antico, arrivato in Val di Bisenzio dalla Francia nell’immediato dopoguerra e inizialmente coltivato da alcune famiglie residenti nel borgo di Luciana, a Vernio. Da qui poi, negli anni successivi, si diffuse in tantissimi orti familiari.
Oggi la tradizione di questo pomodoro dai riflessi dorati, attraverso un percorso di recupero tutela e valorizzazione, ha raggiunto un traguardo importante, il riconoscimento del Presidio Slow Food. E il Comune di Vernio, nell’ambito della rassegna autunnale Quando la terra si fa racconto, sabato (17 ottobre) alle 16 nel palazzo comunale presenta il riconoscimento con l’evento dal titolo Un nuovo presidio, un’antica tradizione – Il pomodoro Borsa di Montone della Val di Bisenzio insieme a produttori, esperti e istituzioni.
Al pomeriggio partecipano, oltre alla sindaca di Vernio Maria Lucarini, l’assessore regionale alla cultura Cristina Manetti (mentre l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras sarà presente con un contributo video), l’assessore a Sviluppo economico e commercio del Comune di Prato Benedetta Squittieri, Andrea Marescotti, docente di economia agraria all’Università di Firenze, membro della condotta Slow Food Toscana e referente del presidio del Pomodoro Borsa di Montone, Marco Del Pistoia responsabile dei Presìdi Slow Food della Toscana, Massimo Iannelli, presidente Slow Food Prato, Leonardo Borsacchi, Chiara Vita e Fabiola Ruggiada della Fondazione Pin, Polo di Prato dell’Università di Firenze, Massimo Innocenti di Ast (Associazione per lo sviluppo turistico della Valbisenzio), Simone Rossini produttore dell’azienda agricola Selvapiana e la Proloco di Luciana. Modera Marzia Morganti, giornalista enogastronomica.
L’incontro sarà l’occasione per individuare iniziative e azioni comuni per accompagnare la valorizzazione di questo prodotto valorizzando il Presidio e favorendo la cooperazione fra aziende.
Il Borsa di Montone è un pomodoro dalla buccia molto fine, con polpa carnosa particolarmente saporito. Le marezzature e le striature biancastre lo rendono peculiare ed immediatamente riconoscibile. Il sapore è ottimo, tuttavia di difficile conservazione, aspetto che ne ha ostacolato la diffusione commerciale. Negli anni Ottanta in Val di Bisenzio se ne coltivavano migliaia di piantine, che venivano vendute anche dall’agraria locale.
Il pomeriggio si conclude alle 18,30 con l’inaugurazione della mostra fotografica Racconti per immagini, a cura dei circoli fotografici Fiaf di Prato. Luoghi, paesaggi, volti, prodotti e antiche lavorazioni costituiscono un racconto per immagini della Val di Bisenzio dei suoi colori e dei suoi sapori. Alcune delle immagini costituiscono dei pannelli tematici che sono stati selezionati nel 2026 per la mostra Agrosfera, sia per l’esposizione nazionale aperta fino al 13 novembre a Bientina, sia per quella pratese allestita alla biblioteca Lazzerini.


