PRATO . Alleanza Verdi e Sinistra Prato sostiene con convinzione la richiesta avanzata in aula alla Camera dal deputato Marco Grimaldi, insieme a Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, affinché il governo riferisca con urgenza sui gravissimi fatti avvenuti nel distretto tessile pratese.
A dirlo è il coordinatore di Prato, Alessio Laschi:”Quanto accaduto nei giorni scorsi davanti alle aziende del distretto rappresenta un fatto di eccezionale gravità. Lavoratrici e lavoratori che rivendicano diritti fondamentali – un contratto regolare, salari dignitosi, il rispetto del contratto collettivo nazionale e la libertà di organizzarsi sindacalmente – non possono essere lasciati soli né tantomeno subire violenze. Da troppo tempo nel distretto pratese si ripetono episodi di aggressione nei confronti di chi denuncia sfruttamento, lavoro nero e condizioni incompatibili con uno Stato di diritto. Prima le intimidazioni e le aggressioni da parte di imprenditori e loro collaboratori, poi gli interventi di sgombero dei picchetti che hanno visto l’uso della forza nei confronti dei lavoratori. È evidente che siamo di fronte a un problema strutturale che non può più essere affrontato come una semplice questione di ordine pubblico”.
“Per questo chiediamo che i ministri competenti – Adolfo Urso, Marina Calderone e Matteo Piantedosi – dice Laschi – e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni vengano a riferire in parlamento, chiarendo quali iniziative il governo intenda assumere per contrastare il caporalato, lo sfruttamento lavorativo e l’illegalità diffusa che continuano ad alimentare il modello del fast fashion nel distretto pratese. Prato ha bisogno di un’economia fondata sulla qualità, sulla legalità e sul rispetto dei diritti. Difendere chi sciopera e chi si organizza sindacalmente significa difendere la dignità del lavoro e il futuro stesso del distretto tessile. Avs Prato continuerà a essere al fianco delle lavoratrici, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che ogni giorno si battono per affermare legalità, giustizia sociale e diritti”.


