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sabato 28 Febbraio 2026
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Manifestazione sulla “Remigrazione”, la ferma condanna di Simone Calamai: «Provocazione inaccettabile in una data simbolo per Prato e la sua provincia»

MONTEMURLO – Il sindaco di Montemurlo e presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai, esprime la sua ferma opposizione alla manifestazione “Remigrazione” annunciata per il prossimo 7 marzo. Una presa di posizione netta che nasce, non solo dal contenuto dell’iniziativa, ma anche dalla scelta di una data che rappresenta una ferita aperta per l’intero territorio.

Per il presidente Calamai, la scelta del 7 marzo non è casuale, ma costituisce una provocazione deliberata e rappresenta un’offesa alla memoria storica: «Il 7 marzo è una data simbolica per la storia di Prato, città medaglia d’argento al valor militare per la Resistenza» dichiara Calamai «In quei giorni del 1944, centinaia di lavoratori pratesi vennero deportati nei campi di sterminio a seguito degli scioperi. Celebrare oggi concetti che richiamano l’esclusione proprio in questa ricorrenza è un insulto alla memoria di chi ha sacrificato la vita per la nostra libertà e democrazia»


L‘identità stessa di Prato è in totale contrasto con i messaggi di intolleranza ed esclusione«Il territorio pratese ha costruito il proprio sviluppo sociale ed economico proprio sul valore dell’accoglienza- continua Calamai- Dal secondo dopoguerra l‘arrivo di cittadini da ogni regione d’Italia ha trasformato Prato in un motore economico nazionale. Oggi l‘integrazione di comunità provenienti da tutto il mondo continua a essere la cifra di una città che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici di città accogliente e solidale»Calamai ricorda poi che Prato e la sua Provincia sono profondamente antifasciste «Non possiamo accettare che simboli di divisione e messaggi che negano la nostra storia trovino spazio nelle nostre strade, specialmente in una giornata dedicata al ricordo del sacrificio dei nostri concittadini».

Il 7 marzo anche Montemurlo ricorda i suoi concittadini arrestati e deportati nei campi di sterminio, come Erasmo Meoni, l’operaio di Bagnolo catturato a Prato in seguito agli scioperi del marzo 1944 e morto di stenti nel lager di Gusen nel dicembre dello stesso anno e Gino Gelli catturato nella stessa data e morto il 9 marzo 1944 mentre veniva deportato verso i campi di sterminio.

Il presidente della provincia ribadisce che le istituzioni vigileranno affinché i valori della Costituzione e la dignità della memoria storica di Prato vengano rispettati e tutelati contro ogni forma di rigurgito ideologico che tenti di minare la coesione sociale del territorio.

Il 7 MARZO A MONTEMURLO INAUGURAZIONE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA –Nel giardino di Bagnolo già dedicato al deportato Erasmo Meoni, sabato 7 marzo ore 12 si svolgerà l’inaugurazione di un’installazione dedicata alla memoria della deportazione a cura della presidenza del Consiglio comunale. Un luogo e un monumento dedicato alle persone che furono arrestate da nazisti e fascisti nel periodo della Repubblica Sociale Italiana e dell’occupazione tedesca dall’autunno del 1943 alla primavera del 1944 e deportati nel sistema dei campi di concentramento nazista gestito dal WVHA delle SS.

L’elenco è stato elaborato grazie al lavoro di ricerca storica e documentazione della Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato, su iniziativa del Comune di Montemurlo. 

Le opere istallate nel giardino sono state donate al Comune di Montemurlo dall’artista Ignazio Fresu. L’opera contemporanea centrale del luogo di memoria sarà caratterizzata dall’istallazione di colonne che ricordano il cemento grezzo a vista. Il Giardino della Memoria si inserisce in un progetto più ampio, portato avanti dal Comune di Montemurlo, sui temi della conoscenza della deportazione nazi-fascista, che comprende il cippo commemorativo di Marcello Martini al Quercione del Mulino e la rotonda intitolata ad Anna Pardini e ai Martiri di Sant’Anna di Stazzema.

« L’obiettivo è quello di creare un vero percorso di memoria che attraversi la città, collegando i luoghi simbolici della nostra storia», conclude la presidente del Consiglio comunale, Federica Palanghi.

© Riproduzione riservata

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