PRATO – Tre cittadini rumeni di 24, 29 e 35 anni sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Prato su richiesta della procura, perché ritenuti i responsabili della rapina aggravata messa a segno il 22 maggio 2025 ai danni della sala slot Sessi srl in via Riva, a Montemurlo.
L’assalto si era consumato intorno alle 16,10, quando i tre rapinatori, con il volto travisato, avevano fatto irruzione nel locale bloccando la titolare all’interno dell’ufficio. Sotto la minaccia di una pistola, la donna era stata costretta ad aprire la cassaforte, risultata però vuota; la banda si era quindi accontentata dei 5mila euro in contanti presenti nella cassa, prima di fuggire a bordo di un’auto rubata pochi giorni prima a Prato.
A incastrare i tre sono state le articolate indagini condotte dai carabinieri di Montemurlo. Attraverso l’analisi delle telecamere di videosorveglianza, i tracciati Gps e l’esame dei tabulati telefonici – che collocavano le utenze dei sospettati in zona negli orari del colpo –, i militari hanno ricostruito la dinamica della fuga: l‘auto rubata era stata abbandonata in un parcheggio in via Labriola e sostituita con un secondo veicolo a noleggio.Un controllo effettuato su quest’ultimo mezzo il giorno successivo, unito al ritrovamento delle chiavi dell’auto usata per la rapina e di uno zaino nascosto in una siepe con all’interno un piede di porco e gli indumenti utilizzati durante l’assalto, ha permesso di chiudere il cerchio attorno al commando.
Nella mattinata di oggi (5 novembre) è scattata l’esecuzione delle misure cautelari. Il primo dei tre indagati è stato rintracciato dai carabinieri di Montemurlo e trasferito nel carcere de La Dogaia a Prato, mentre il secondo è stato arrestato a Roma con il supporto dei militari della Compagnia Trastevere e condotto a Rebibbia. Risulta al momento irreperibile il terzo componente della banda, attualmente ricercato ed è già destinatario di un Mandato di Arresto Europeo per un analogo reato commesso altrove.


