MONTEMURLO – A dieci anni esatti dall’argento alle Olimpiadi Rio 2016 di Marco Innocenti, il parco di Villa Giamari ha ospitato ieri sera un’altra grande festa per celebrare l’oro paralimpico conquistato da un altro grande montemurlese, Jacopo Luchini.
Come lo fu dieci anni fa il 10 agosto, il 13 marzo 2026 resterà una data importante per Montemurlo: un cerchio che si chiude nel migliore dei modi per Jacopo Luchini. Dopo tante vittorie sfiorate, i Giochi invernali paralimpici Milano Cortina 2026 lo hanno finalmente portato sul gradino più alto del podio. Un sogno che si avvera, perché, nonostante Jacopo abbia conquistato in carriera ben 56 podi, abbia vinto la Coppa del Mondo Upper limb nel 2022, nel 2024 e nel 2025, la Coppa del Mondo di snowboard cross UL nel 2019, nel 2022, nel 2024 e nel 2025 e la Coppa del Mondo di banked slalom UL nel 2022 e nel 2024, le Olimpiadi rimanevano il suo grande obbiettivo. E finalmente Jacopo ce l’ha fatta. D’altronde l’aveva promesso anche al sindaco Simone Calamai: “Vincerò le Olimpiadi e faremo una grande festa”. Dal canto suo anche il sindaco, qualche anno fa, aveva mantenuto la promessa, infatti, seguendo l’indicazione del campione, ha inserito nel nuovo parco cittadino un grande skatepark, sempre frequentato da tanti ragazzi, perché i talenti vanno coltivati fin da piccoli offrendo spazi e strutture sportive.
Il parco di Villa Giamari, grazie alla collaborazione del punto ristoro Bistronomia, ha accolto con un aperitivo e un buffet, tantissime persone, non solo parenti e amici di Jacopo, ma anche cittadini che hanno voluto condividere la gioia della vittoria, che, ancora una volta, dopo Marco Innocenti, ha riportato il nome di Montemurlo nell’albo d’oro dei Giochi Olimpici. Il sindaco Simone Calamai ha donato a Jacopo Luchini una targa celebrativa, dove si legge: “Al campione paralimpico Jacopo Luchini. Il successo è dove la preparazione, la tenacia e l’opportunità si incontrano. Ad un grande montemurlese che ha saputo attendere il suo momento con una dedizione ferrea, trasformando anni di sacrifici, cadute e risalite in una discesa d’oroche ci ha lasciato senza fiato. Non esistono barriere insormontabili quando il talento è guidato dalla volontà. Montemurlo è fiera di te!”
Alla festa, in rappresentanza della questura di Prato e della polizia, a cui appartiene Jacopo, essendo un atleta della Fiamme Oro, era presente la capo di gabinetto e dirigente Digos, Mariangela Piedimonte. Il sindaco Calamai nel suo saluto ha detto: “Montemurlo è orgogliosa di Jacopo. Con questa festa vogliamo, idealmente abbracciare il nostro campione olimpico e dimostrargli tutto il nostro affetto, riconoscendo lo straordinario risultato ottenuto.Attraverso questa celebrazione vogliamo riconoscere il merito di questo grande sportivo, di questo grande uomo, di questo grande montemurlese e del lungo percorso che lo ha portato fino a qui. Un cammino fatto di sacrifici, di impegno, costanza, di resilienza ma sempre contraddistinto dal sorriso di questo ragazzo che non ha mai smesso di credere nel suo sogno”. L’assessora allo sport, Valentina Vespi, ha ricordato la grande disponibilità del campione che in questi anni “non ha mai mancato ad un invito e con grande disponibilità ha sempre incontrato gli studenti, raccontando la sua storia, dando un grande esempio ai nostri giovani cittadini”.
Per Jacopo la festa è stata una “giornata speciale che ricorderò per sempre che mi fa rivivere il mio percorso, il mio passato. Se sono la persona che sono oggi, lo devo a tante persone che sono qui oggi. La medaglia la inseguivo dal 2018 e finalmente ho raggiunto il mio obbiettivo ed è bello condividere questa gioia con tutti voi”.
Un momento particolarmente emozionante ha visto protagonista lo zio di Jacopo, Primo Luchini, che per il campione è stato come un nonno. Allo zio Primo, Jacopo ha voluto donare la medaglia, concessa dal Comitato Olimpico e coniata dalla Zecca di Stato, per dare l’opportunità ai campioni di omaggiare le persone importanti nel loro percorso sportivo: “Primo è stato per me un esempio di tenacia, di vita, di sport. Un faro ed un uomo al quale mi sono sempre ispirato, il mio idolo – ha detto Jacopo commosso – Se oggi sono qui lo devo anche a lui. Come me ha iniziato a fare sport da grande, lui è stato contadino e operaio, ma ce l’ha sempre messa tutta. E’ davvero un grande sportivo”.
Jacopo ha voluto anche celebrare pubblicamente l’amicizia che lo lega al suo preparatore atletico, il montemurlese Edoardo Bessi, al quale Jacopo ha voluto donare la pettorina di gara con il numero 8, quello che lo ha fatto salire sul tetto del mondo.
A celebrare Jacopo non è voluto mancare neppure l’altro campione olimpico montemurlese, Marco Innocenti ed ha detto: “L’Olimpiade è l’unica gara che ti fa scendere le lacrime. Jacopo, come me ha vinto europei e mondiali, ma le olimpiadi sono speciali. È una gara che prepari per quattro anni, è il primo pensiero quando ti svegli la mattina e l’ultimo quando vai a letto. La tua mente è sempre là per migliorare le tue prestazioni. Grazie a Jacopo per l’oro e speriamo di avere ancora tanti campioni montemurlesi”.
La serata è stata chiusa dal taglio di una grande torta offerta dalla pasticceria Figaro. La parte musicale è stata curata da Erdyss Sound.


