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Montemurlo celebra l’anniversario della Liberazione. Calamai: “Pace unico pilastro per un mondo giusto”

Il primo cittadino alla cerimonia: "Non può esistere alcuna pacificazione storica che equipari partigiani e repubblichini"

MONTEMURLO – Il Comune di Montemurlo ha celebrato oggi l’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo con una solenne cerimonia in piazza della Repubblica.

Davanti al municipio, alla presenza di numerosi cittadini e delle associazioni del territorio, il sindaco Simone Calamai ha deposto una corona d’alloro al monumento ai caduti. Il momento è stato scandito dalle note del silenzio, eseguito da un trombettista della Filarmonica Giuseppe Verdi. Alla commemorazione hanno preso parte anche la consigliera Federica Palanghi, in rappresentanza della Provincia di Prato, il capitano della Tenenza dei carabinieri Antonio Mundo e la comandante della polizia municipale Enrica Cappelli.

Il sindaco Calamai nel suondiscorso ha sottolineato il valore della Liberazione “l’atto di nascita della nostra democrazia, il primo battito del cuore della nostra Costituzione” ed ha aggiunto che “non può esistere alcuna pacificazione storica che equipari partigiani e repubblichini. È una forzatura storica e morale che offende la memoria della Resistenza e tradisce i valori sui quali si fonda la nostra Repubblica”. Il sindaco Calamai si è poi unito alla alla preoccupazione espressa da Andrea Marchi, vice presidente del Comitato per le onoranze ai caduti di Marzabotto, che qualche giorno fa ha riferito la propria indignazione per il taglio dei fondi, deciso dal ministero della cultura, ai cinque luoghi simbolici della Memoria dello stragismo nazifascista in Italia. Marzabotto, dove furono trucidate 770 le persone uccise. Fossoli da dove passarono oltre 5mila persone destinate ai campi di sterminio del Terzo Reich. Il Museo Cervi, che ricorda l’eccidio dei sette fratelli Cervi (Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore) e del loro compagno di lotta Quarto Camurri, Sant’Anna di Stazzema, dove fu compiuta una ritorsione nazifascista mirata ad eliminare la popolazione, con 560 vittime. Infine, la Risiera di San Sabba, l’unico campo di concentramento nell’Europa meridionale occupata ad essere dotato di un forno crematorio. Qui morirono circa 5mila persone.

“Le risorse destinate a questi luoghi fondamentali della nostra storia sono servite, fino ad oggi, per ricerche storiche, incontri nelle scuole, tutela e manutenzione dei luoghi degli eccidi nazifascisti in Italia.- ha detto il sindaco-Fondi indispensabili per tutelare la memoria storica e per trasmettere alle nuove generazioni i valori dell’antifascismo, oggi più che mai attuali e necessari”. Calamai ha anche preso posizione contro l’iniziativa, organizzata a Predappio (paese natale di Mussolini), proprio oggi, giorno della Liberazione, da una forza politica di estrema destra sul tema La fine dell’antifascismo. “La storia non può essere riscritta e iniziative del genere devono essere condannate pubblicamente”. Il sindaco ha richiamato anche le parole di Papa Leone sull’urgenza della pace. Per Calamai: “La pace non è un’opzione, è l’unico pilastro su cui è possibile costruire un mondo che sia davvero giusto, libero e pieno di opportunità per tutti. Senza pace, non c’è sviluppo; senza pace, non c’è futuro. Non esistono guerre ‘giuste’ quando il prezzo è pagato dalla carne viva dei popoli”.

La conclusione della cerimonia è stata affidata ad una giovane montemurlese, Sibilla Nuti che ha letto alcune riflessioni sul valore della Resistenza e del 25 aprile.

© Riproduzione riservata

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