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Francesco Marini, Sistema moda di Confindustria Toscana Nord: “Cosa accadrà della merce sequestrata proveniente dalla Cina?”

"Pur con proporzioni diverse, è un triste spettacolo già visto, da collocare fra le multiformi attività criminali che si abbattono sul distretto pratese, lo danneggiano e ne intaccano la reputazione".

PRATO – “Non è sorprendente, purtroppo, la notizia dell’intervento della Guardia di Finanza di Prato, coordinata dalla Procura Europea di Bologna, per il sequestro di 7,8 milioni di metri di tessuto e di 237.000 capi di abbigliamento contrabbandati dalla Cina. Pur con proporzioni diverse, è un triste spettacolo già visto, da collocare fra le multiformi attività criminali che si abbattono sul distretto pratese, lo danneggiano e ne intaccano la reputazione”.

 

A dichiararlo il presidente della sezione Sistema Moda di Confidunstria Toscana Nord Francesco Marini.

 

 

“Sembra che il sistema – continua Marini – fosse incentrato sulla solita formula delle imprese ‘apri e chiudi’, all’origine dei reati e delle irregolarità più diverse in materia fiscale, di diritto del lavoro, di regole sulla sicurezza: anche questo dunque non sorprende.

 

Un plauso alle forze dell’ordine che riescono, con difficoltà sicuramente grandi, a venire a capo di traffici come questo.

 

C’è da chiedersi cosa accadrà adesso di quella merce; sarebbe opportuna una riflessione, nel quadro di quanto consentito dalla legge. In passato prodotti del genere che erano stati sequestrati sono finiti all’asta, venduti a prezzi nettamente più bassi di quelli di mercato: una scelta comprensibile dal punto di vista dello Stato, ma anche l’ulteriore dimostrazione di quanto sia importante che questi fenomeni vadano prevenuti, molto più che repressi una volta verificatisi.

 

Quando si verificano reati del genere – prosegue – i danni ci sono comunque, perfino quando le autorità riescono meritoriamente, come in questo caso, a individuare e stroncare il traffico illecito. Tessuti e capi che finiscono sul mercato in questo modo – ammesso che sia questa la sorte anche di questo sequestro – sottraggono spazio e opportunità alle imprese che agiscono nella legalità. Imprese pratesi ma anche non pratesi: non rileva, il fatto è che questa merce fatta circolare a basso prezzo finisce lo stesso per fare concorrenza sleale a chi opera con correttezza.

 

 

Questo per tacere del fatto – conclude Marini – che niente ci dice che le infinite regole che le nostre aziende sono tenute a seguire, ad esempio, sull’uso delle sostanze chimiche siano state osservate anche nella produzione di queste merci: anzi, è molto probabile che non sia così. Il tutto in spregio alle regole che tutelano la salute pubblica, oltre che la leale concorrenza.”

© Riproduzione riservata

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