PRATO – Dopo un decennio di interventi inadeguati rispetto alla gravità del degrado in cui versava il Palazzo di giustizia di Prato a partire dal novembre del 2024 sono finalmente iniziati lavori strutturali mirati per far fronte alle criticità dell’edificio, emerse apertamente in seguito a un black-out elettrico generalizzato.
Tra le prime azioni intraprese rientra la rimozione di un ingente deposito incontrollato di rifiuti, anche pericolosi, situato nell’area recintata a ridosso del palazzo, nell’ambito di un procedimento penale aperto. In questo quadro è stata avviata una consulenza tecnica affidata a due esperti per definire gli interventi necessari e le priorità d’azione, i cui esiti sono stati condivisi all’interno della Conferenza Permanente.
Grazie all’attivazione del Provveditorato interregionale e del Ministero della Giustizia, e a finanziamenti stanziati in larga parte d’urgenza per circa 3,6 milioni di euro, sono stati portati a termine l’integrazione degli impianti di rilevazione fumi e allarme sonoro, la messa in sicurezza delle vie di fuga esterne, la prima fase dell’impermeabilizzazione degli archivi interrati e i principali interventi per il risanamento delle autorimesse.
A questi si aggiungono il ripristino delle opere di impermeabilizzazione della copertura piana sopra i locali della procura tramite una gara gestita direttamente dall’ufficio, il rifacimento dei rivestimenti e delle pavimentazioni delle scale e degli atri, la ristrutturazione e la messa in sicurezza del centro intercettazioni e la sostituzione della porta d’ingresso principale. Altre opere urgenti inserite in un apposito cronoprogramma risultano attualmente in corso e dovranno essere completate entro la metà del mese di agosto del 2027, con finanziamenti già stanziati dal Ministero della Giustizia per intervenire sulla centrale termica, sull’autorimessa, sul gruppo elettrogeno e sulla sicurezza degli archivi.
Questo piano è stato inoltre integrato con ulteriori lavori dedicati ai percorsi di esodo interno, alla prevenzione incendi, all’efficientamento energetico, all’impermeabilizzazione e coibentazione delle coperture, oltre alla protezione dei locali seminterrati per tutelare la salute e la sicurezza.
A fronte dei circa 3,6 milioni di euro già impiegati, sono stati stanziati ulteriori 3,5 milioni di euro, ma restano da eseguire importanti interventi strutturali per il rifacimento del controsoffitto, dell’impianto di climatizzazione e dell’impianto elettrico: i fondi attualmente disponibili coprono unicamente la fase di progettazione, mentre per la successiva esecuzione dei lavori, indispensabile per ottenere la Scia antincendio per gli uffici ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica numero 151 del 2011, si stima un fabbisogno di circa 5-6 milioni di euro, il cui completamento è previsto entro il 2030 subordinatamente ai futuri finanziamenti ministeriali.
Ulteriori risorse e interventi tempestivi si rendono infine necessari per far fronte a criticità recenti relative agli infissi, alla stabilità delle porte e al ripristino di altri due ascensori attualmente inutilizzabili.


