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martedì 25 Agosto 2026
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Piscina di Iolo, Targetti: “La parola fine al progetto dello stadio dell’acqua è negli atti del Comune”

Il consigliere di opposizione: "Sull'opera è calato il sipario e i fondi europei sono andati perduti”. Ma al dirigente va il premio di risultato

PRATO – “Sono gli stessi atti approvati dalla giunta comunale a smentire, riga per riga, le rassicurazioni pubbliche dell’Aasessore Romei sulla piscina olimpionica di Iolo”. Torna all’attacco sul tema, con affermazioni puntuali, il consigliere di opposizione Jonathan Targetti.

“Con la deliberazione 30 del 28 luglio, avente ad oggetto Piao 2026-2028 – Stato d’avanzamento al 31 maggio 2026 e prima variazione – dice – l’amministrazione ha messo nero su bianco ciò che aveva evitato di dire ai cittadini: sull’opera è calato il sipario e i fondi europei sono andati perduti”.

“Nall’allegato A della delibera, l’obiettivo 2026-PX04 Nuova piscina Olimpionica – assegnato al dirigente Francesco Sanzo e ricompreso, con involontaria ironia, nell’obiettivo strategico Accelerazione e conclusione interventi Pnrrrisulta ‘concluso’, con peso 100 e avanzamento al 100 per cento, in data 26 marzo 2026.  Qui sta il nodo che i cittadini devono comprendere bene. Nella pubblica amministrazione la percentuale di raggiungimento degli obiettivi assegnati a un dirigente non è un dato astratto: è il parametro che determina la sua retribuzione di risultato, cioè il premio economico in busta paga. Un obiettivo con peso 100 raggiunto al 100% vale il punteggio pieno. Per questo obiettivo il dirigente matura il massimo del premio di risultato. E qual era l’obiettivo così brillantemente ‘raggiunto’? Non costruire la piscina, non salvare i finanziamenti, ma, testualmente, limitarsi a “valutare la realizzabilità dell’intervento a seguito della richiesta e della conseguente espressione del parere del collegio tecnico consultivo”. Il risultato di quella valutazione, arrivato il 26 marzo 202 con il parere del Cct, è stato la dichiarazione di irrealizzabilità dell’opera e il via libera alla risoluzione del contratto. Si è dunque riconosciuto il punteggio pieno, e quindi il premio, nel giorno esatto in cui si certificava la morte di un’infrastruttura da 16 milioni di euro e la perdita definitiva dei fondi europei. Chiediamo apertamente se sia conforme ai principi di valore pubblico e di sana gestione erogare una retribuzione di resultado al 100% per un obiettivo Pnrr il cui unico esito è stato il naufragio dell’opera. Di questa anomalia devono rispondere l’Oiv e, per quanto di competenza, la procura della Corte dei Conti”.

“Non si provi a replicare con la solita scusa burocratica che “questa era solo una verifica tecnica dello stato di avanzamento e che la piscina sarà reinserita nella programmazione della nuova consiliatura” – prosegue – Nella stessa delibera 30/2026, infatti, la giunta ha approvato la ‘prima variazione’ del Piao, trovando lo spazio e le risorse per inserire ex novo interi progetti di sviluppo come il nuovo obiettivo 2026-PA09 Next Generation Cuba, destinato alla cooperazione internazionale -, mentre per la piscina di Iolo non è stato previsto un solo euro, né un solo nuovo obiettivo di riprogettazione. Se vi fosse stata la reale volontà politica di salvare l’opera, la variazione sarebbe stata fatta qui. La scelta politica è stata chiara: priorità ai progetti a Cuba, pietra tombale sulla piscina di Iolo”.

“Il 21 agosto 2026 – prosegue – l’assessore Romei ha dichiarato alla stampa che il progetto definitivo sarebbe “già di per sé conforme”, che il Comune “starebbe lavorando alle soluzioni per completare l’opera” e ha liquidato l’esposto come “mera speculazione politica”. La sua stessa Giunta, un mese prima, aveva approvato atti che dicono l’esatto contrario, dichiarando l’obiettivo concluso dal 26/03/2026 a seguito del parere di irrealizzabilità del Cct e non prevedendo alcuna riprogettazione nel Piao. Delle due l’una: o l’assessore ha rassicurato i cittadini su un’opera che i suoi stessi documenti danno per morta, oppure esistono atti a lui noti e a tutti gli altri nascosti. In entrambi i casi, deve una spiegazione pubblica. Non passa inosservato che nella delibera del 28 luglio, al momento della votazione, la figura del sindaco risultasse ancora una volta assente nel verbale, ricalcando una prassi di assenze già vista nelle delibere chiave della precedente consiliatura Biffoni. Ma la responsabilità politica non si cancella con le assenze. Un’opera da 16 milioni non evapora per caso e la perdita di 6,5 milioni di fondi Pnrr è il risultato di scelte, tempi e omissioni di chi guida politicamente la città. Ricordiamo inoltre che la gestione dell’intervento è stata sottratta al Servizio edilizia pubblica dell’architetto Laura Magni e trasferita d’ufficio al Servizio protezione civile e interventi strategici dell’ingegner Sanzo, struttura di nuova creazione (obiettivo 2026-UA08) in cui sono stati concentrati i progetti critici. Chiediamo se questa riorganizzazione sia servita a incardinare in un unico ufficio la gestione della chiusura contabile e contrattuale di un’opera fallita”.

“Il 2 settembre – conclude Tarhgetti – data in cui si riunirà la commissione controllo e garanzia, pretendiamo risposte puntuali, documentate e verificabili dai dirigenti e dai tecnici convocati. Non ci accontenteremo di formule tranquillizzanti smentite dagli stessi atti dell’amministrazione. Prato si ritrova a fare i conti con l’ennesimo scandalo politico amministrativo e stavolta i cittadini si aspettano verità”.

© Riproduzione riservata

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