PRATO – “La discussione che si è riaperta in questi giorni su piazza Mercatale pone una questione che va ben oltre il destino di una singola piazza. Mi chiedo dopo quasi tre mesi dall’insediamento del Biffoni Ter quale futuro vogliamo dare al centro storico di Prato”. Lo dichiara Gianluca Banchelli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e candidato a sindaco del centrodestra alle scorse elezioni, in merito alla piazza ed al centro storico.
“È un tema sul quale abbiamo insistito durante tutta la campagna elettorale e che avevamo inserito nella visione di Prato 2035: il centro non può essere affrontato attraverso interventi separati, occasionali o emergenziali. Ha bisogno di un progetto complessivo. Piazza Mercatale ne è forse l’esempio più evidente: è uno degli spazi urbani più importanti e riconoscibili della nostra città, ma da troppo tempo non riesce ad esprimere pienamente il proprio potenziale. Non basta discutere di come sistemare fisicamente la piazza: dobbiamo decidere quale funzione vogliamo assegnarle nella Prato dei prossimi dieci anni. E lo stesso vale per l’intero centro storico – ha detto – significa mettere insieme almeno quattro elementi: sicurezza e piena fruibilità degli spazi pubblici; accessibilità e mobilità; sostegno alle attività economiche; cultura, eventi e identità della città. Ripartendo dalle attività presenti e creando o addirittura riprendendo in mano eventi di respiro più ampio: penso al Gran Premio Industria e Commercio, ad esempio”.
Banchelli sottolinea come tutte e quattro le tematiche da lui citate siano interconnesse. “Sono aspetti che non possono più essere affrontati separatamente. Un centro storico sicuro ma difficile da raggiungere non funziona. Un centro accessibile ma privo di attività e occasioni di frequentazione non funziona. Organizzare singoli eventi senza costruire una presenza continuativa di persone durante tutto l’anno non basta. Serve una strategia capace di riportare stabilmente nel centro residenti, famiglie, giovani, attività economiche, cultura e visitatori – ha concluso – Piazza Mercatale può diventare uno dei punti da cui far partire questo progetto. Per questo credo che il dibattito aperto oggi sia utile, a condizione però di alzare lo sguardo. Non limitiamoci a chiederci cosa fare di Piazza Mercatale. Chiediamoci che centro storico vogliamo consegnare a Prato nel 2035. Su questo siamo pronti a confrontarci e, soprattutto, a portare proposte concrete. Perché una città che vuole tornare ad avere ambizione deve cominciare dal recuperare, valorizzare e far vivere il proprio cuore”.


