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Quasi mezzo milione per la riqualificazione delle facciate di Palazzo Novellucci

La Provincia di Prato ha completato l'iter burocratico e affidato ufficialmente i lavori per il restauro complessivo

PRATO – Mezzo milione di euro per la sicurezza e il decoro di un importante palazzo del centro storico di Prato. Lo storico palazzo Novellucci in via Cairoli, di proprietà della Provincia di Prato e sede di alcuni uffici della Regione Toscana, si rifà il look attraverso il restauro e la messa in sicurezza delle facciate. La Provincia di Prato ha completato l’iter burocratico e affidato ufficialmente i lavori per il restauro complessivo della facciata dell’edificio, segnata dal tempo, dalle sollecitazioni atmosferiche e interessata da piccoli distacchi di materiale.

L’operazione di restauro e messa in sicurezza ha un valore complessivo di 429 mila euro, una somma che copre l’intero percorso dell’opera: dalle primissime perizie di sicurezza fino al cantiere vero e proprio che verrà consegnato entro il mese di ottobre.

Un lavoro delicato, che vedrà impiegata manodopera specializzata nel restauro e nel trattamento delle pietre storiche del palazzo.

La Provincia ha già provveduto alla messa in sicurezza iniziale del cantiere. Circa 14 mila euro sono stati impiegatiinfatti per il montaggio del ponteggio con mantovana parasassi su via Cairoli, installazione indispensabile per prevenire la caduta di frammenti di pietre o decorazioni. Tra studi sullo stato di conservazione della pietra, verifiche strutturali e progettazione dell’intervento, sono stati destinati circa 83 mila euro per i servizi tecnici e d’ingegneria che hanno guidato il piano di restauro.

“Si tratta di un impegno che la Provincia di Prato si assume per garantire il decoro e la sicurezza del centro cittadino di Prato – dice il presidente Simone Calamai – L’intervento permetterà di restituire alla città uno dei prospetti cinquecenteschi più prestigiosi del centro storico, eliminando le transennature e garantendo la salvaguardia dell’immobile che ospita attualmente gli uffici e servizi della Regione Toscana”.

L’edificio attuale deriva da un’importante ristrutturazione avviata intorno al 1570 su un immobile preesistente. Il progetto è attribuito ad artisti dell’ambito del celebre architetto e scultore Bartolomeo Ammannati. In origine appartenuto ai Buonamici, fu venduto nel 1567 alla famiglia Rocchi (che curò i lavori di ammodernamento). Nel 1637 passò ai Bartolozzi, poi al Capitolo della Cattedrale e infine, attorno al 1720, alla famiglia Novellucci. La facciata presenta spigoli in bugnato rustico e un portale centrale sormontato dallo stemma della famiglia Novellucci. Al piano terra spiccano le due scenografiche “finestre inginocchiate” con timpano spezzato e mensole decorate da mascheroni e festoni. La sporgente gronda in legno conserva travetti decorati.

Nel 1773 il palazzo divenne la sede dell’Accademia degli Armonici, centro di promozione di oratori e concerti musicali. Più di recente, negli anni Ottanta del Novecento, il palazzo ha ospitato la prima sede del Centro di informazione e documentazione sulle arti visive, la cui biblioteca specializzata è stata poi trasferita al Centro Pecci nel 1989. Passato di proprietà alla Provincia di Prato, il palazzo è stato per anni sede degli uffici dell’amministrazione provinciale e ha ospitato le sedute del consiglio provinciale prima del trasferimento definitivo nella sede di Palazzo Banci Buonamici.

© Riproduzione riservata

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