Stanasel (Lega): “Gravissima l’aggressione al parroco di Santa Maria del Soccorso”

L'esponente del Carroccio: "Una parrocchia deve essere un luogo di incontro, preghiera e comunità, non uno spazio nel quale un sacerdote debba avere paura di uscire dalla propria chiesa"

PRATO – “Esprimo la mia piena solidarietà a don Giorgio, alla parrocchia di Santa Maria del Soccorso e a tutta la comunità del quartiere. Quanto accaduto nella serata del 9 settembre è gravissimo: un sacerdote è stato minacciato di morte e aggredito mentre cercava di documentare ciò che stava avvenendo davanti alla propria chiesa. Un fatto che non può essere minimizzato e che impone alle istituzioni di interrogarsi su ciò che sta accadendo nel quartiere”. Così Claudiu Stanasel della Lega. 

P”erché quello del Soccorso non è un problema nato il 9 settembre. Da anni i residenti denunciano degrado, bivacchi e situazioni di insicurezza e chiedono più controlli e una presenza più efficace delle istituzioni. L’aggressione a don Giorgio dimostra quanto sia diventata urgente una risposta. Il Soccorso non è una terra di nessuno. Chi vive, lavora e prega in quel quartiere ha diritto alla stessa sicurezza di ogni altro cittadino. La sicurezza, però, non può restare una dichiarazione di principio: gli strumenti che il governo ha messo a disposizione negli ultimi anni devono essere utilizzati fino in fondo, per rafforzare il controllo del territorio e contrastare l’illegalità. Chi delinque deve essere identificato e perseguito. E quando la legge prevede l’espulsione o il rimpatrio, perché ne ricorrono i presupposti, questi provvedimenti devono essere applicati con determinazione. Questa è una questione di legalità. Chi vive regolarmente in Italia, lavora, studia e rispetta le regole non deve essere confuso con chi sceglie la violenza e l’illegalità. Far rispettare le regole significa tutelare tutti, anche gli stranieri che vivono onestamente nelle nostre comunità e che sono i primi a condannare questi fenomeni”.

“Su questo tema registro positivamente anche un cambio di tono e di approccio da parte del vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini – dice Stanasel – rispetto a passate prese di posizione che lo avevano visto schierarsi politicamente a fianco del centrosinistra. Ho sempre ritenuto che un vescovo debba essere un punto di riferimento per tutti i fedeli, senza distinzioni politiche, ed è proprio per questo che considero particolarmente importante il tono delle sue parole più recenti. Riconoscere la gravità della situazione, affermare che accoglienza e legalità devono procedere insieme e che la sicurezza delle persone non può essere trascurata rappresenta un passo nella direzione giusta per il bene della città di Prato. È un principio sul quale tutti dobbiamo convergere: accogliere non significa chiudere gli occhi davanti al degrado e chiedere legalità non significa essere contro l’accoglienza. Significa pretendere rispetto delle leggi, delle persone, delle comunità e dei luoghi di culto. Una parrocchia deve essere un luogo di incontro, preghiera e comunità, non uno spazio nel quale un sacerdote debba avere paura di uscire dalla propria chiesa. Per questo anche le nostre Forze dell’Ordine devono avere strumenti, risorse e sostegno per controllare il territorio e intervenire con efficacia”.

“Resta, infine, una responsabilità politica che non può essere ignorata – conclude Stanasel – Sul Soccorso, chi ha amministrato la città in questi anni ha fallito completamente – conclude Stanasel – I residenti denunciano da tempo una situazione che non è stata affrontata con la necessaria efficacia. Oggi Matteo Biffoni, tornato alla guida della città dopo i dieci anni trascorsi da Sindaco, ha una responsabilità ancora maggiore: rimediare al proprio fallimento dimostrando con i fatti che questa volta il Soccorso sarà una priorità e che gli errori del passato non si ripeteranno. Non basta riconoscere il problema dopo un’aggressione. Adesso servono controlli, decisioni e risultati. Don Giorgio non deve essere lasciato solo, così come non devono essere lasciati soli i cittadini del Soccorso. La sicurezza non può essere una risposta all’emergenza. Deve essere una priorità quotidiana delle istituzioni”.

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