PRATO – UIL scuola Prato lancia un allarme sulla situazione estiva nelle scuole del territorio, in una nota, si legge: “Siamo giunti quasi alla fine dell’anno scolastico e, come succede da ormai molti anni, ci ritroviamo ad affrontare l’ennesima contraddizione della scuola italiana.
Ogni anno dal 10 giugno in poi c’è un problema serio nelle scuole dell’infanzia, a causa dell’obbligo dei precari al 30 giugno di prendere le ferie per non vedersele sottratte d’ufficio. Infatti, i plessi delle nostre istituzioni scolastiche presentano una maggioranza di personale ATA e docente a tempo determinato con contratto fino al 30 giugno. Tale personale è costretto a prendere le ferie in questo arco temporale, con la conseguenza inevitabile che le sezioni dell’infanzia si ritrovano senza docenti di sostegno e senza personale ATA sufficiente a garantire la sicurezza e la sorveglianza dell’intero plesso.
Si ha quasi l’impressione che i Dirigenti del Ministero e dell’Ufficio Scolastico Regionale non siano a conoscenza che le attività didattiche con gli alunni della scuola dell’infanzia si concludono il 30 di giugno e non il 10. A riguardo, non possiamo che comprendere l’impotenza dei Dirigenti scolastici, i quali durante questi 20 giorni devono compiere per necessità organizzative la scelta di concentrare la maggior parte dei collaboratori scolastici nei plessi della secondaria di 1° grado, dove si svolgono gli esami finali del 1° ciclo.
Molte maestre si ritrovano in serie difficoltà perché nelle loro classi ci sono ormai più di un alunno con disabilità. Addirittura, ci sono state comunicate situazioni estreme, dove le insegnanti pregano le famiglie dei ragazzi con grave disabilità di restare a casa, quando la maestra di sostegno è assente a causa delle ferie. Tale situazione mina fortemente l’inclusione scolastica e pone in grande imbarazzo le maestre precarie che per senso di responsabilità rischiano di dover rinunciare ad un loro diritto.
Servono misure e interventi strutturali, che in modo flessibile diano la possibilità ai Dirigenti delle scuole dell’infanzia di assumere in questi 20 giorni personale supplementare oppure garantire alle maestre e ai collaboratori scolastici precari il diritto alla retribuzione per le ferie non godute. Senza modifiche normative e istituzionali, tale situazione andrà a ricadere principalmente sulle maestre e i collaboratori di ruolo i quali vivono alla scuola dell’infanzia, in questo arco temporale non breve, un sovraccarico di lavoro impressionante, aggravato dagli ormai 40 gradi canonici che trasformano questi 20 giorni in una ingiusta prova fisica e psicologica per questi lavoratori”.


