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Emergenza peste suina africana: in Provincia una riunione operativa per prevenire ogni possibile contagio

La Provincia di Prato e le amministrazioni comunali del territorio hanno voluto ribadire il proprio impegno per adottare tutte le azioni necessarie per bloccare l'infezione ed evitare l'aggravarsi della situazione epidemiologica.

MONTEMURLO – Dal 21 luglio 2026 i Comuni della provincia di Prato (Prato, Montemurlo, Vaiano, Vernio e Cantagallo) sono in Zona di restrizione 1 (R1) per la peste suina africana.

 

Questa classificazione, decisa in via preventiva dopo i contagi nel pistoiese, comporta lo stop alla normale caccia al cinghiale e rigide norme di sicurezza. 

 

Per fare chiarezza sulla situazione in atto e programmare i prossimi passi per evitare la diffusione del virus – che colpisce cinghiali e maiali ma non si trasmette all’uomo- il presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai, attraverso il supporto della polizia provinciale e del suo comandante Michele Pellegrini, ieri pomeriggio ha promosso una riunione operativa nel salone del consiglio provinciale, alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni coinvolti, i veterinari della Usl Toscana Centro, i funzionari della Regione Toscana, le associazioni degli agricoltori e degli allevatori e dei cacciatori.

 

La Provincia di Prato e le amministrazioni comunali del territorio hanno voluto ribadire il proprio impegno per adottare tutte le azioni necessarie per bloccare l’infezione ed evitare l’aggravarsi della situazione epidemiologica. Nel corso dell’incontro inoltre sono state definite le azioni prioritarie da mettere in atto immediatamente per «fare diga contro l’avanzamento della malattia», come ha sottolineato Simone Calamai, riprendendo le parole dei rappresentanti degli agricoltori

Erano presenti all’incontro l’associazione regionale Allevatori toscani, i medici veterinari della Usl Toscana Centro, i funzionari della Regione, i sindaci Maria Lucarini per il Comune di Vernio, Guglielmo Bongiorno per il Comune di Cantagallo, Francesca Vivarelli per il Comune di Vaiano, l’assessore per lo sviluppo agricolo, caccia e pesca del Comune di Montemurlo, Giuseppe Forastiero, il comandante della polizia locale dell’Unione dei Comuni della Val Bisenzio, i tecnici del Comune di Prato, la Cia Toscana Centro, Arci Caccia, Unione pratese agricoltori, Carabinieri forestali – nucleo di Vernio, L’atic Firenze 4, Coldiretti , Aic Firenze, associazione Enalcaccia Pistoia, Federcaccia ValBisenzio, Federcaccia provinciale, Federcaccia Cantagallo.

 Una delle strategie individuate per il contenimento della possibile diffusione della malattia, infatti, prevede il contenimento del numero di cinghiali presenti sul territorio. Per consentire ai cacciatori e alle associazioni venatorie di operare in sicurezza durante le attività di contenimento e abbattimento, i Comuni hanno chiesto indicazioni tecniche precise all’Usl e alla RegioneÈ fondamentale definire con chiarezza i requisiti e le caratteristiche strutturali che devono avere le case di caccia e i centri di sosta per consentire ai Comuni di individuare e allestire rapidamente nuovi spazi idonei e soluzioni operative semplici», ha precisato Calamai che chiede anche un coordinamento della comunicazione sul tema della peste suina a livello regionale con apposita cartellonistica.


«E’ importante infatti che tutti i cittadini, in particolare quelli che frequentano le zone boschive per scopi ricreativi o per la raccolta di prodotti del sottobosco, come i funghi, abbiano la consapevolezza e la conoscenza dei rischi della malattia della peste suina  continua Calamai- Tra le nozioni più semplici da trasmettere c’è l’indicazione di avvertire subito le autorità competenti come ad esempio la polizia provinciale, ogni volta che si trova la carcassa di un animale morto, soprattutto i cinghiali. Questi infatti potrebbero essere vettori del virus. A questo proposito servirebbe un’apposita cartellonistica informativa prodotta dalla Regione».

Evitare che il territorio passi a livelli di restrizione superiori e mantenere lo stato attuale (Zona di Restrizione 1) è l’obiettivo primario di tutti i sindaci«Per raggiungerlo occorre una comunicazione omogenea, diretta e coordinata nei confronti di chi vive e frequenta l’ambiente e il territorio.- continua Calamai – Chiediamo una regia unica da parte del Commissario Regionale e dei referenti della Regione Toscana per convocare al più presto un tavolo d’incontro dedicato ai Comuni in area di restrizione 1».

Calamai ha anche sottolineato la necessità della massima prevenzione per tutelare gli allevamenti suini e il settore agricolo. Si stima infatti che a livello nazionale il settore rappresenti una percentuale consistente del Pil.
«L’infezione rappresenta una minaccia gravissima per il tessuto economico locale, in particolare per gli allevatori e gli agricoltori. – prosegue il presidente Calamai- È importante portare avanti un confronto costante con tutte le realtà zootecniche del territorio per verificare e rafforzare le misure di biosicurezza negli allevamenti, garantendo indicazioni puntuali affinché tutti mettano in campo ogni precauzione necessaria a prevenire il contagio».

L’incontro di ieri si è chiuso con la conferma della piena disponibilità della Provincia di Prato e dei Comuni coinvolti a proseguire il confronto con incontri periodici di monitoraggio. «L’obiettivo comune è permettere alle squadre di caccia di operare nel rispetto delle norme sanitarie, tutelare gli allevamenti e difendere il territorio attraverso una sinergia costante tra enti locali, Asl, Regione e associazioni di categoria», conclude Calamai. Il presidente della Provincia e tutti i sindaci presenti all’incontro hanno inoltre voluto ringraziare pubblicamente le associazioni venatori e i cacciatori presenti per l’importante lavoro di contenimento svolto a titolo gratuito, per la disponibilità nel mettere a disposizione le case di caccia, la collaborazione e l’impegno nel prevenire e combattere ogni possibile contagio.

© Riproduzione riservata

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